Messaggistica kink – non rispondete ad una domanda con un’altra domanda

Avevo già condiviso questo articolo su facebook, ma ripropongo anche qui il link alla Guida sincera a come trovare la dominatrice che sogni di Ayzad.

Vorrei aggiungere un consiglio.

Se capita che una femmina vi risponda e lei vi chieda di raccontarle qualcosa di voi (dato che sul vostro profilo non ci sono foto e non c’è scritto niente)

NON RISPONDETE “COSA VUOI SAPERE DI ME?”

Perché la verità è che non gliene frega un cazzo, siete già fortunati che v’ha risposto…

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Il lui della mia ex – Racconto di Damiano Gorgo aka Cavia

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Avevo sempre rifiutato i sui cortesi inviti. Mi sentivo in imbarazzo anche a prendere solo un caffè col nuovo compagno della mia ex, non perché fossi ancora innamorato di lei, ma semplicemente perché non mi sembrava il caso. Forse non volevo affrontare discorsi che ci accomunavano, oppure scoprire cose che mi avrebbero infastidito.
Ma quella volta risposi sì e mi trovai al tavolo con lui, a chiacchierare del più e del meno. Come avevo previsto il discorso virò subito su di lei, in fondo era l’unico argomento che ci accomunava veramente, e a quanto pare aveva voglia di sfogarsi con qualcuno che forse lo avrebbe capito più di altri.
Beh, c’era poco da fare: i suoi difetti li conoscevo bene, o ti piaceva anche per quelli o era tutto inutile, quindi cercai di comunicargli questa cosa, che se a lui piaceva veramente doveva imparare a convivere anche con quelli. Del resto aveva anche tanti pregi, no? Ne convenne. E poi è una donna molto sexy, sa sempre come risvegliare i sensi, non è una cosa da tutti!
Scosse il capo, assentendo, ma vedevo che c’era qualcosa che lo lasciava pensieroso.

-Qualcosa non va? Scusa, ma in effetti non sono fatti miei!

-No, no cioè, non preoccuparti! Ma sai è che a volte si fa mille problemi, per i suoi difetti, tanto che quando le faccio dei complimenti, lei crede che la stia solo lusingando!

-Ah sì, conosco il problema!- gli risposi comprensivo.

-Beh, almeno non è una cosa che fa solo con me!- rigirò la tazzina vuota tra le mani e continuò -vorrei sapere come rimediare a questa cosa!

Presi fiato, l’argomento si faceva interessante e stuzzicava le mie perversioni, però si trattava di un vero e proprio campo minato.

-Potresti mostrarle come la vedi tu davvero!- gli proposi.

-Cioè?- mi guardò stupito.

-Insomma, potresti proporle di fotografarla, magari con i suoi vestiti preferiti, la sua lingerie, in maniera sexy!

Sgranò gli occhi. Poi abbassò lo sguardo sulla tazza. Rimase a fissare e rigirare la tazzina per lunghi istanti.

-Io non…- iniziai a scusarmi.

-No! Scusa, è anche una bella idea, ma non so se a lei piacerebbe, cioè… magari lo trova imbarazzante, e poi non so, non è che sono un fotografo!- mi interruppe parlando rapidamente.

-Mah, guarda, per quel che riguarda farsi fotografare, con me lo faceva, anzi le è sempre piaciuto. Mentre per il problema tecnico, beh, i cellulari ormai rendono bene, inizia con quello casualmente e poi se ci prendi al mano, passa oltre!- lo tranquillizzai.

Dallo stupore passò a uno sguardo indagatore.

-Cioè tu la fotografavi spesso?

-Sì, abbastanza…

-Ma anche foto sexy?

-Eh sì, dai…

-Ma anche spinte?

-Vabbè, dai adesso, non è che…

-Dai tranquillo! Figurati! Cioè quello che è stato è stato, ma magari mi dai qualche dritta!

-Beh, più di quelle che ti ho dato!

Mi guardò in silenzio.

-Ma le hai ancora?-

-Eh dai!- risposi cercando di non sembrare troppo convinto.

-Me le fai vedere?

-Non mi sembra il caso…

-Dai! Tanto non è che vedo qualcosa che non conosco!

-Ho capito, ma magari ti da fastidio, e ci rimani male!

-Ma no, anzi! Mi dai spunti! Dai per piacere!

Ci scambiammo i numeri.
Qualche giorno dopo ero davanti alla sua porta.
Mi fece accomodare sul divano, mentre accendevo il mio portatile. Cercai le foto.

-Sei bravo!

-Grazie!- risposi.

-Ma col cellulare?

-Ma no, queste le ho fatte con una digitale!

-Ah si vede che le piace posare però da queste foto, è sorridente, si mette in posa!

-Te lo avevo detto!

Scorrevo le foto, non troppo velocemente, per dargli il tempo di esaminarle. A volte riconosceva un capo, commentava una posa, o faceva domande sul periodo in cui erano state scattate. Arrivammo alle foto più sexy, in lingerie o con capi sexy e pose sbarazzine. All’inizio si azzittì, fece passare un po’ di foto, poi iniziò a commentare con un “però!”, con versi di approvazione, lentamente riprese a fare domande e a volte commentare i capi che riconosceva.

Io intanto mi sentivo un nodo allo stomaco, un po’ l’emozione dei ricordi, che si sovrapponevano a tratti con i suoi, scatenando in me immagini di probabili loro coiti. Ma c’era anche l’imbarazzo di fare qualcosa al limite del moralmente proibito che mi eccitava. Ero fianco a fianco col suo nuovo compagno, il suo amante attuale, e gli stavo mostrando il nostro passato intimo, come se in parte lui potesse appropriarsene. Arrivammo alla fine delle foto.

-Beh, dai! Pensavo peggio! Magari che facevi foto mentre scopavate! O si faceva riprendere chissà in che maniere sconce!

Lo guardai in silenzio.

-Mmmm… quelle le tengo in un’altra cartella!- mi ci era voluto una discreta dose di coraggio e faccia tosta per dirlo. Sapevo che sarebbe stata una trappola per lui.

-Dai! Vedere!- esclamò.

-Non mi sembra il caso, sai- usando quel tono di scarsa convinzione che mi aveva portato fin qui.

-Beh, non c’è niente che…

-…Tu non abbia già visto, lo so lo so! Però non è la stessa cosa, insomma, non ci sei tu!- iniziavo a tirare l’esca, a vedere se lui avrebbe abboccato, oppure…

-Tranquillo, sono solo davvero curioso!

Scossi al testa, sbuffai e poi spostai il puntatore sulla cartella e aprì la prima col visualizzatore. Lo sentii deglutire chiaramente. Gli diedi il tempo di realizzare quello che stava vedendo prima di passare alla prossima. Aprì la bocca, senza suono, un vero e proprio cedimento della mandibola.

Le foto si facevano più spinte, e lui non emetteva un suono, solo un respiro leggermente rauco. A volte, quando le foto erano decisamente oscene si voltava a guardarmi, stupito, con la bocca sempre aperta. Dopo alcune foto si sistemò la patta.

-Ti imbarazzano?- gli chiesi. Prese fiato mentre si girava a guardarmi.

-No… no…- rispose balbettante.

-Mi sa che ti fanno un certo effetto, anzi!- incalzai.

-Sì cazzo! Vorrei vedere! A te no?- disse mentre si sistemava di nuovo la patta che ora presentava un certo rigonfiamento.

-Beh, non è la prima volta che le vedo, mi fa piacere che ti piacciano!

Assentì col capo, mentre con la mano continuava a molestare le sue parti basse. Nuova foto. Inspirò l’aria attraverso i denti. Nuova foto di lei legata e bendata. Lo vidi ingobbirsi un po’.

-Ah! Facevate anche…- mi guardò stupito. Gli risposi anche io con un accenno della testa. Quella dopo era sullo stesso tenore, esclamò un -Uh!- mentre si afferrava l’erezione attraverso la stoffa.

-Ascolta, ormai è palese, se non ce la fai più tiralo fuori! Tranquillo, non mi scandalizzo e non mi giudico, anzi sono contento che apprezzi!

Mi guardò con gli occhi sgranati, non so se era spaventato o solo sorpreso, ma di sicuro l’eccitazione superava qualsiasi cosa. Si calò i pantaloni, liberando una erezione che era diventata evidentemente dolorosa. Aveva un bel cazzo, consistente, non esagerato, ben modellato. Il suo sguardo tornò alle foto, mentre con la mano iniziava una lenta masturbazione. Non aveva fretta e si assicurava di non ricoprire mai il glande, il quale pulsava sempre più gonfio. Si stava godendo la visione. La sua donna penetrata da un altro, che usava la sua bocca su un altro, si faceva usare da un altro. E questo “altro” ero io, a fianco a lui, che si godeva la scena, l’eccitazione, lo stupore, e un po’ di pena che la mia “vittima” stava provando.

Arrivammo all’ultima foto. Lui rimase lì, con il cazzo durissimo e la bocca spalancata.

-Non ne hai altre?- chiese.

-No, mi spiace, sta a te ora farle!

Teneva le labbra serratissime, e gocce di sudore gli imperlavano la fronte e le narici erano dilatate. Presi l’iniziativa appoggiando la mano sulla sua asta. Mi guardò stupito, evidente confuso sul cosa fare. Prima che decidesse imboccai il suo cazzo duro. Credo fosse già un po’ al limite, quindi non insistetti troppo. Presi a leccarlo lungo l’asta e a guardarlo. Era sorpreso e imbarazzato, ma l’eccitazione lo teneva eretto. Evidentemente non sapeva cosa fare, ma lo shock lo aveva un po’ calmato. Presi di nuovo a succhiarlo, accarezzandogli il glande con la lingua, mentre con la mano presi a accarezzargli lo scroto e il perineo. Lentamente si lasciò andare buttandosi sullo schienale e iniziando a gemere. Presi ad accarezzargli di nuovo il cazzo con la lingua, percorrendolo, fino alle palle, fino leccarle.

-Cazzo! Ma hai insegnato tu a lei? Non so chi è meglio!- si decise a dirmi.

Gli sorrisi mentre gli leccavo il cazzo, poi lo imboccai nuovamente. Cercavo di tenerlo sul limite, senza mai farlo venire, fino a sentire la base che pulsava e lui che iniziava a gemere. Arrivò a mettermi anche una mano sulla testa, spingendomi il cazzo in gola. Lo lasciai fare un po’, ma poi ripresi il controllo. Finché non pensai che ne avesse avuto abbastanza. Allora non mi fermai, i gemiti aumentarono di volume, sentivo il cazzo pulsare in bocca, fino all’esplosione! Una quantità notevole di sperma si riversò nel mio cavo orale, mentre iniziai a ingoiare. Il cazzo pulsava violentemente, lanciando gli ultimi schizzi, che succhiai diligentemente. Lo ripulii, e mi sedetti a terra, tra le sue gambe. Lui era abbandonato sullo schienale e continuava a ripetere -Cazzo! Cazzo! Cazzo!- con una mano su gli occhi.

-Spero ti sia piaciuto!- gli dissi. Si bloccò, poi lentamente sollevo la testa e abbassò lo sguardo. Era rosso, totalmente. Chissà se solo per l’orgasmo o anche per l’imbarazzo.

-Cazzo… sì… io… cioè… grazie!- rispose confusamente.

Gli sorrisi mentre mi alzavo. -Figurati, è stato un piacere!- mi leccai le labbra, avevo qualche goccia del suo seme nella barba. Andai in bagno. Quando tornai si era ricomposto e acceso una sigaretta.

-Oh! Grazie per avermele fatte vedere! Sei stato molto… gentile!

-Figurati! Alla prossima!- gli dissi mentre uscivo di casa con il mio portatile sotto braccio.

-Eh, non so, cioè… sai… capisci?

Il suo imbarazzo mi piaceva, mi eccitava quasi.

-Come vuoi!- gli risposi strizzando l’occhio.

Salii in macchina per tornare a casa. Dopo qualche minuto il cellulare risuonò di un messaggio. Era lui, lo lessi.

“Ma se ci rivediamo, la prossima volta me lo dai il culo? Lo sai, lei non me lo da mai!”

Creepy messages on Fetlife

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Fin dall’esordio di Agata Grop, nel 2013, vengo periodicamente contattata da questo personaggio.

Ho risposto talvolta ai suoi messaggi, ma non l’ho mai voluto incontrare perché era sempre un po’ aggressivo, volgare o genericamente inquietante. Ovviamente non è uno che frequenta i munch. Mi ha sempre offerto incontri per scopare, e basta.

Cosa fa di fronte ai miei ulteriori recenti rifiuti?

Si rivolge al mio partner per ottenere da lui un consenso, e ottenere me con l’inganno.

Non è uno che tiene in gran conto la cultura del consenso.

Per questa persona il mio NO non ha valore.

Probabilmente non ha valore neppure il NO delle altre persone.

Volete rischiare di incontrare una persona così?

In a parallel universe – a femdom world

 

if your wife ever finds out

Alcune delle fotografie della libanese Eli Rezkallah, che nella galleria In a parallel world ripropone alcuni classici manifesti pubblicitari anni ’50 con ruoli di genere e rapporti di potere invertiti.

 

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