Sogni

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Alla fine dell’estate scorsa, ho fatto un sogno significativo.

 Ero ad una cerimonia, in una sala piena di gente anonima, signori e signore di mezza età. Io ero seduta ad uno dei tavoli, coperto da una lunga e lucida tovaglia bianca.

Al posto accanto al mio c’era un uomo anziano, sulla sessantina, un po’ dimesso, normale. Aveva la sua mano tra le mie gambe, sotto la gonna, con le dita mi toccava. Ero pietrificata dall’imbarazzo! Ero convinta che tutti se ne fossero accorti e che mi considerassero alla stregua delle puttanelle di Berlusconi, spregevoli vipere assetate di potere.

 Era un disagio talmente forte da avermi annichilita: non riuscivo a sottrarmi a quell’umiliazione. E mi sentivo in colpa per la mia incapacità di reagire. Mi sentivo usata, abusata. Speravo solo che finisse in fretta e mi lasciasse in pace!

All’improvviso però ciò che percepisco muta radicalmente: mi accorgo del piacere che la sua mano riesce a suscitare e ne sono travolta.

 Ero ad un tratto consapevole che non ero io a fare qualcosa per lui.

 Ma era lui che stava facendo qualcosa per me!

 Non appena dismessi i sensi di colpa il mio corpo ha ceduto, la schiena ha perso la sua rigidità, la testa china in avanti ed avevo solo voglia di gridare senza ritegno. Fregandomene della gente che mi circondava. Che liberazione!

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