La Cagna 2

afrodite

Sonia è una cagna in calore.

Langue perché il suo uomo fa l’amore con lei troppo di rado, dice. Ma io mi sono convinta che si tratti di una ninfomane che non può essere appagata.

Ti prego, mi chiede, un bacio o una carezza, o un dito almeno fammelo sentire, ti prego.

Le ho detto che difficilmente concedo ricompense al primo incontro, preferirò esercitarmi con le corde e basta.

Ma nella mia mente si disegnano altre immagini.

E’ da un po’ che desidero immobilizzare una donna al tavolo della cucina, prona sulla superficie di legno massiccio. È bendata. I polsi sono legati con delle corde alle gambe del tavolo sotto di lei, così le braccia tese ai lati sono in tensione e la obbligano in quella posizione e non può sollevarsi sulle gambe, anche se tocca il pavimento. Le gambe sono saldamente legate l’uno all’altra con una serie di fasce parallele, distanti tra loro 20 cm, che vanno da appena sotto il gluteo fino alle caviglie.

Con una legatura così costretta voglio trasmetterle delle sensazioni precise: voglio che si senta in una morsa senza via di fuga e si rassegni, voglio che senta la pressione delle cosce sui genitali e si ecciti ancora di più, voglio che con le gambe serrate si senta poco esposta, tutto sommato coperta e protetta.

Se davvero si convincerà di essere al sicuro, si ingannerà. Vederla incappare in questa piccola trappola mentale solletica il mio lato sadico. È la cosa più eccitante!

E’ vero che in genere mi piace andare per gradi, non concedermi troppo e forse la mia prima volta con una donna doveva essere diversa. Ma questa cosa la desidero da troppo tempo!

Lei non sa cosa faccio alle sue spalle, ma sfodero il mio nuovo gioco, uno dei regali che ho ricevuto in risposta al mio annuncio. Indosso il mio strap-on nero sfavillante, lo lubrifico a volontà e mi avvicino a lei. Non voglio rovinare la sorpresa, sono prudente, le poggio le mani sui glutei, ma faccio come per sistemare le legature. Prendo confidenza, le separo la carne e guardo la sua pelle più nascosta. Penserà ancora che intendo solo guardare. Poi poggio la punta del fallo di gomma proprio in corrispondenza dell’ano. Appena appena deve sentirne il peso, ma non deve capire che voglio fare. Testo la reazione, mi sembra tesa ed ancora non dice nulla, forse un po’ di paura ce l’ha. La cagna freme di anticipazione, comincia a mugolare e contorcersi, per quanto può nella legatura stretta. Comincio a sospettare che dopotutto le piacerà, a questa cagna, di farsi sodomizzare, non vede l’ora. Sarebbe una tortura molto più efficace rimanere così, farglielo sentire solo dall’esterno farla patire nel dubbio ed aumentare il carico della sua eterna insoddisfazione. Dannata ninfomane!!

E va bene, chi se ne frega di quello che vuole lei e quella che sarebbe la punizione più crudele! Glielo infilo nel culo tutto fino in fondo, lento e deciso. Urla, urla pure! Tanto questa è solo una fantasia.

Sei fortunata che non ho ancora insonorizzato la stanza delle torture.

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