Lettere dai fan 1

Come detto in passato, uso chiedere alle persone che vogliono incontrarmi di inviarmi via email una lettere di presentazione in cui descrivono se stessi ed il modo in cui vivono il BDSM. Molti trovano questo compito troppo impegnativo, altri invece sono contenti di poter parlare liberamente delle proprie esperienze e perversioni. Quella che pubblico di seguito l’ho ricevuta ormai un anno e mezzo fa. Mi spiace che la persona che me l’ha scritta non si sia più fatta viva, mi piaceva il suo stile.

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Buongiorno Agata,

Vuole conoscere altre mie esperienze? Frequentavo una donna sposata, l’avevo conosciuta su internet per fare sesso tradizionale, ma le cose sono a poco a poco cambiate. Un giorno, preso dalla mia indole sub, mi inginocchiai ai suoi piedi ed iniziai a baciarli. Per tutta risposta lei prese la mia cintura ed inizió a frustarmi la schiena sempre piú forte. Piú lei inveiva contro mia schiena, piú le baciavo i piedi. Questa situazione mi eccitava talmente tanto che per poco non eiaculavo subito. Il fatto è che da quella prima volta in cui abbiamo giocato con certi preliminari non ne abbiamo più potuto fare a meno, spingendoci pian piano verso le torture. Una volta eravamo a casa sua, il marito era fuori per un corso di aggiornamento. Quando mi aprì la porta era in autoreggenti, reggicalze, perizoma e reggiseno, tutto di colore nero, ed indossava scarpe col tacco rosse lucide. Appena chiusa la porta le sono saltato addosso, iniziando a baciarla e toccarla tutta, mentre piano piano andavamo verso il soggiorno. Lei si gustava la mia eccitazione con un sorriso beffardo. Subito prima che potessi spingerla sul divano lei si divincola, mi molla tre ceffoni, prende le distanze e mi dice “Cosa fai stronzo?? Prima di tutto spogliati e inginocchiati!!” Le giuro che a quelle sue parole mi è diventato di marmo. Ho eseguito l’ordine, mi sono spogliato e inginocchiato ai suoi piedi. Credevo volesse che le leccassi le scarpe, ma mi sbagliavo, così quando ho provato a farlo lei mi ha tirato su per i capelli e mi ha mollato altre tre sberle. A quel punto sono rimasto immobile perché non sapevo più cosa fare. Lei divertita mi girava intorno, con le scarpe mi strusciava il cazzo tenendomi in una eccitazione totale. Il primo vero ordine che mi ha dato è stato di alzarmi in piedi, così che potesse legarmi con due manette i polsi al lampadario. “Guarda che se me lo rompi, prima ti distruggo e poi lo ricompri” mi disse. Io ero appeso al lampadario, lei prese le stringhe delle mie scarpe ed iniziò a legarmi le palle, stringendo molto e tirandole verso il basso. Io mi lamentavo per il dolore e lei per tapparmi la bocca si tolse il perizoma e me lo infilò in bocca. Così potè continuare a stringere e tirare lo scroto per legarlo stretto. Con la seconda stringa mi legò il cazzo ancora duro, lasciando scoperto solo il glande. Finita l’opera si assentò per pochi minuti e tornò con tutte le mollette da bucato che aveva trovato ed uno spago. Iniziò a mettermele addosso, partendo dalle braccia e scendendo giù lungo il petto, arrivando fino all’inguine, posizionando lo spago fra la pelle e la molletta. Io ero immobile, mi gustavo ogni applicazione di molletta. La guardavo. Lei ogni tanto mi leccava le labbra che tenevano ancora il suo perizoma, poi mi sputava in faccia e mi cospargeva la sua saliva sul viso. Dalla sala alla cucina c’erano pochissimi metri, così andò a prendere una zucchina, piuttosto grossa, si accomodò sul divano ed iniziò a succhiarla mentre io guardavo. Lei rideva di gusto a guardarmi e seduta sul divano iniziò a masturbarsi a gambe aperte. Se la spingeva dentro completamente, ansimava e mugolava, sicura del fatto che anche l’effetto sonoro avrebbe contribuito ad aumentare la mia eccitazione bloccata dalle stringhe. Io mi dimenavo per il dolore alle palle ed al cazzo, e lei ci dava dentro ancora di più, si inarcava nella schiena e gemeva. Per me era una vera e propria tortura. Questa cosa sarà durata una mezz’ora buona, sentivo una fitta allucinante fra le gambe e il suo perizoma ormai era fradicio della mia saliva. Di colpo si alza, mi guarda dritto negli occhi e mi molla un calcio nelle palle! Uno dei pochi che mi ha dato. Rimango senza fiato, mi contorco rischiando di buttare giù il lampadario, lei mi prende per i capelli e mi schiaffeggia dopo avermi sputato di nuovo in faccia. “Adesso questa te la prendi nel culo!” Mi dice facendomi vedere la zucchina tutta bagnata dei suoi umori, e così fu. Me la spinse dentro fino in fondo. Mi diede un altro calcio e disse “Non ti azzardare a tirarla fuori finchè non te lo dico io.” Le devo confessare che ero parecchio dolorante a quel punto, ma lei non era ancora sazia, così prese lo spago che collegava le mollette e lo tirò via, strappandomi di dosso tutte le mollette. Un dolore incredibile, il suo perizoma attenuò il mio urlo. Mi guardò mentre sfilava la cintura dai miei pantaloni ed iniziò a prendermi a cinghiate da tutte le parti: sul petto, sulla schiena, sul culo, sulle cosce, sul cazzo e sulle palle. Usava la cinghia come se fosse veramente arrabbiata. Sentivo la pelle bruciare ad ogni colpo ed ogni colpo era più forte del precedente. Anche questa sessione di flagellazione sarà durata una ventina di minuti, era indemoniata, sembrava che mi volesse strappare via la pelle. Quando mi liberò dalle manette caddi in ginocchio, ero stremato! Lei rise soddisfatta e mi diede il permesso di togliermi la zucchina dal culo e di slegarmi le parti intime. Una volta liberato mi spinse col piede a sdraiarmi sul tappeto. Mi si sedette in faccia e cominciò a cavalcarmi come se mi stesse scopando. Poi si alzò un pochino, si masturbò con due dita fino a schizzarmi in bocca! Per me fu la goccia che faceva traboccare il vaso. Tutto sporco dei suoi liquidi mi alzai e la presi con forza e la trascinai sul divano, La presi per i capelli e glielo misi in bocca. Mentre a me colavano i suoi umori sul viso a lei scopavo la bocca fino alla gola, facendole uscire persino la bava dagli angoli. La presi e la feci sedere sul bordo del divano con le gambe alte bloccate dalle mie braccia, iniziai a scoparla prepotentemente, a sbatterla… ero fuori di testa, infoiato e fuori controllo. La sbattevo come se fosse una troia qualsiasi, continuavo come un dannato fino a che sentii che stavo per venire, al che le presi la testa e le schizzai in bocca. Lei era sudata, io anche lo ero, ma ormai ero partito di testa, così la feci sdraiare sul divano, mi inginocchiai davanti a lei, la leccai e la masturbai senza sosta fino a che non squirtò di nuovo. A quel punto lei era soddisfatta, glielo leggevo negli occhi, ma io avevo ancora voglia di venire, avevo voglia del suo culo. Così per i capelli la feci appoggiare alla spalliera del divano e iniziai a scoparla da dietro, all’inizio lentamente, poi sempre più forte e veloce. Dato che era il mio secondo orgasmo ci è voluto più tempo, e alla fine le schizzai sulla schiena. A raccontarle questa giornata mi sembra di sentire ancora i suoi gemiti ed il suo respiro, mi eccito ogni volta che lo ricordo.  Le chiedo scusa se ho usato termini volgari, Agata, ma mi sembravano adatti. Le auguro una splendida giornata, naturalmente inginocchiato ai suoi piedi.

Switchforher

7 thoughts on “Lettere dai fan 1

    • Anche la Cavia è perplessa, soprattutto per il punto in cui una sera all’improvviso questa signora si rivela essere una sadica dominatrice. Però devo dire che non è il primo che mi racconta una cosa del genere.

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  1. A me sinceramente è il link a scopateitaliane che fa pensare sia un fake o copiato da altre fonti 😛
    Però è scritto effettivamente bene

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