La mia paura

bhv-15011

La mia maggiore paura è sprecare il tempo a fare cose che non mi piacciono.

So che alcuni non lo capiscono, siamo tutti proiettati verso lavoro, successo, famiglia, soldi… Sembro viziata, debole ed irriconoscente. Il mito italiano del posto fisso…

Io so benissimo quali sono i fattori necessari alla mia felicità, ed in questo momento li ho accantonati tutti.

Mi chiedono se già voglio arrendermi. Eh sì, questa apparirebbe una sconfitta. Quando ti ritiri da una gara hai perso.

Quanto mi interessa l’opinione degli altri?

25 thoughts on “La mia paura

  1. Credo che ti interessi poco. Anche se, il fatto che lo posti qui, farebbe pensare al contrario 🙂
    L’idea di passare il mio tempo facendo cose che non mi piacciono sta diventando una fissazione, per me. A che cazzo servono lavoro successo famiglia soldi se poi non hai modo di fare quello che ti piace?

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  2. Io il lavoro non lo metto nel gruppo delle cose che mi piacciono / non mi piacciono: non lo considero proprio. E’ una cosa che serve per campare, si deve fare e basta. Poi c’è la vita. Il lavoro non è la vita: serve per la vita e basta.
    Quindi per me l’importante è che sia economicamente sufficiente e che non mi stressi.
    Quindi questo tuo post mi piace molto, ma solo se mentalmente lo considero in relazione ad altre questioni della vita, non al lavoro.

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  3. Un relativismo continuo, con l’impossibilità di giudicare quale sia veramente poi l’alternativa migliore in quel preciso lasso temporale. Ma da questa impossibilità di vedere l’alternativa migliore, ne nasce una continua frustrazione, e da qui un controllo, che sottomette l’attenzione nell’angolo angusto della cerebralità, con la quale aspira tutta la spontaneità

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    • Da che cosa ne potrebbe derivare se non il blocco del processo decionale? In ogni momento devo decidere la cosa migliore per me, ma non posso sapere al 100% con precisione cosa fare, come muovermi..si va per sensazione mista a un minimo di razionalità di solito (dipende dall’ambito sicuramente). Ma per me è una tragedia perchè mi fisso su ogni dettaglio, insignificante molto spesso, che mi evita una decisione di getto – ergo: rimango ore a decidere e il tempo mi passa accanto, silenzioso…

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