Rapimento di compleanno

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Come sapete il mese scorso sono stata alla BDSM Conference. È passato solo un mese?? Sembra una vita fa!!

Il workshop più intenso che mi sia trovata a seguire è stato quello sul Sadomasochismo Emotivo di Isaac Cross.

È da un po’ che sono consapevole di essere interessata al mind-fuck, anche se ho poche esperienze all’attivo. L’esperimento con il GVP era stato un successo. E poi tutta sta faccenda del tradimento cuckold, che me ne frega a me di darla in giro?? Io voglio solo far soffrire la Cavia, soffrire nel modo giusto, e possibilmente farla piangere…

Sono un mostro?

Eh, sì, ma non come quel ragazzone americano che ha tenuto il seminario!

Vi dico solo che la lezione si è conclusa con una dimostrazione dal vivo durante la quale io sono scoppiata a piangere! E non ero la sola nella platea. Sapevamo che la bottom è una sua partner abituale, switch in questo genere di giochi, quindi perfettamente consenziente… Eppure!

Esperienza decisamente forte, emotivamente intensa. Ha suscitato scalpore! Qui la descrizione in prima persona da parte della protagonista.

Di seguito i link ad un aneddoto incredibile, degno di un film, del rapimento organizzato da Isaac Cross come regalo di compleanno per la moglie (antefatto, pianificazione, stupro). Ne aveva parlato al workshop e ho trovato i post al riguardo sul suo blog.

Terrificante! E catartico!

 

20 thoughts on “Rapimento di compleanno

    • Provocare e ricevere dolore, psicologico o fisico, in genere piace ai sadomasochisti. Ma suscita questo “sollievo” anche nelle persone normali, solo non ne sono tanto coscienti… I tragediografi greci cercavano di suscitare emozioni forti e negative, no? Fine dell’analisi.

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    • Sì ma è un principio di contrappasso è il sollievo del renderti conto che l’immedesimazione o la scena finisce… a livello emotivo mi sembra molto “falsato”

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    • Usando le tue parole: nel BDSM ci sono delle “scene” che “finiscono” e dopo si prova “sollievo”. Vedi che anche secondo la tua definizione di catarsi tutto torna. Non c’è differenza tra piano emotivo e fisico secondo me. Poi ognuno pratica ciò che preferisce secondo le inclinazioni personali. Quando usi il termine “falsità” non capisco a cosa ti riferisci. La scena è una messinscena, quindi una finzione, sempre. Il dolore è reale. Mo basta però, quello che dovevo dire è nel post.

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  1. Premetto che il mio inglese è pessimo e che, probabilmente, non avrò capito gran parte di ciò che ho letto (e Google translate è il male, quindi meglio così e meglio imparare da soli :|).
    Ha praticamente annientato quella ragazza e, immagino, che non avrei retto, alla dimostrazione.
    Ma, sinceramente, l’idea di saper dominare anche l’emozioni del/della partner… cattiveria o meno, potrebbe completare un’esperienza BDSM. Una sorta di ciliegina sulla torta, no? 🙂

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    • Direi anche “altissimo”, senza problemi.
      Direi anche pericoloso, se non si hanno delle basi 😦

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    • Loro si conoscono da anni e sono molto attivi nella comunità Bdsm di provenienza (lui Denver, lei ora è in nord Europa) con attività di divulgazione e formazione. E sanno che anche da esperti il rischio lo corrono ugualmente…

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    • Non lo metto in dubbio 🙂 Ma il rischio da “incoscienza” è troppo diverso da quello da “consapevolezza”. L’errore esiste, e lo sappiamo. É il non sapere del pericolo che causa guai maggiori.

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  2. I am glad to hear that you felt moved by the class. I also was amused by the image you selected for this post. “The Rape of Proserpina” is perhaps my favorite Bernini sculpture and I visited it a few days before we taught the class. I hope to make it back to Europe again soon.

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    • 😀 have you read the article?? I’m very sorry I missed the class on the Friday before. Hope to see you again! Thanks for visiting my pink blog 😀

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