Risvolti cuckold nella vicenda della Didone di Virgilio

Virgilio descrive l’amore come una inarrestabile maledizione divina che si diffonde come un veleno nelle midolla rendendo pazze tutte le specie animali. Omne adeo genus in terris hominumque ferarumque et genus aequoreum, pecudes pictaeque uolucres, in furias ignemque ruunt: amor omnibus idem (Georg. III, 242-245). L’amore è una passione violenta che prosciuga le forze, conduce alla follia e all’autodistruzione.

Nell’Eneide è la povera Didone ad essere vittima degli artifici di Venere. Cupido furentem incendat reginam atque ossibus implicet ignem. Ille paulatim abolere Sychaeum incipit (Aen. I, 658-660, 719-722). Cupido incendia le ossa della regina con il fuoco della passione e comincia presto a svanire il ricordo di Sicheo, l’amato marito scomparso.

Didone ed Enea di Agostino Carracci (sec. XVI)

Didone ed Enea di Agostino Carracci (sec. XVI)

La partenza di Enea getta Didone nella disperazione. Tormentata da incubi e allucinazioni terribili, si dà la morte maledicendo l’arrivo della flotta troiana a Cartagine.

Il pio Enea incontra la regina fenicia durante la sua discesa agli inferi. E’ sinceramente addolorato per la sua tragica fine, non immaginava di arrecarle tale dolore! Tenta di avvicinarsi per parlarle.

Ma Didone ha il viso di dura roccia, non ne incrocia lo sguardo, si sottrae ostile alle sue preghiere. Va invece a rifugiarsi tra le braccia del primo marito che ne corrisponde l’attesa e ne eguaglia l’amore (Aen. VI, 473-474).

Se la passione che Didone aveva provato per Enea era frutto di un sortilegio divino, di cui lei era stata vittima senza colpe, il sentimento che la lega a Sicheo è invece autentico e positivo, tanto da unirli nuovamente nell’Ade.

Mi piace immaginare che Sicheo abbia vegliato costantemente la sua amata dall’oltretomba e abbia partecipato empaticamente alle sue vicissitudini ed emozioni. 

Sicheo avrà provato nostalgia ed orgoglio quando Didone rifiutava i pretendenti e rimaneva fedele al suo ricordo. Avrà però continuato ad amarla anche quando lei sarebbe caduta vittima di quella nefasta passione per Enea. Immagino sia stato voyeuristicamente testimone dei loro amplessi, addolorato, ma senza rancore per la sua donna. Avrà assistito alla disperazione di Didone, maledicendo la propria impotenza. Si sarà sentito terribilmente in colpa per il sollievo provato quando il rivale lascerà Cartagine. Didone decide di uccidersi, è straziante, ma allo stesso tempo sa che presto si riabbraceranno e saranno uniti per l’eternità.

Mi piace immaginare che, una volta insieme, Sicheo inducesse Didone a raccontargli, più e più volte, del sesso travolgente con l’eroe troiano.

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