Cronaca di un tradimento

Cronaca di un tradimento

La casa era vuota quando rientrai, evidentemente era fuori per qualche commissione.
Dopo essermi tolto le scarpe e la tuta da lavoro andai in camera per sdraiarmi un attimo, ma rimasi sorpreso dal trovare il letto sfatto, con le coperte ammucchiate in fondo.
Era strano, ma mi ci soffermai poco, perché notai immediatamente una bustina di un preservativo aperto sul mio comodino, di una marca diversa da quella che avevamo in casa. Lentamente feci scorrere lo sguardo per tutta la stanza, e trovai sulla cassettiera un’altra bustina intatta. A questo punto, per dissipare qualsiasi dubbio andai in bagno, e dentro al cestino trovai la prova definitiva: un preservativo usato e pieno, avvolto nella carta. Non mi restava che attendere.

Quando rientrò era al telefono, ma rimase sorpresa di trovarmi in mezzo al corridoio ad aspettarla, il mio sguardo torvo la convinse a concludere la telefonata rapidamente. Mi avvicinai a lei.

-Ciao!!- mi salutò allegra.
-Sì, ciao. Vieni un po’ con me!- le risposi.
La vidi agitarsi immediatamente. La condussi in camera facendola entrare per prima, poi la presi per la parte posteriore del collo.
-Quello cos’è?- le chiesi girandole la testa e indicando la confezione aperta sul mio comodino.
-No, guarda, mi sono dimenticata…-
La interruppi strattonandola -Cos’è?- incalzai urlando. Sul suo volto si era dipinto il panico. La gettai sul letto, bloccandola col mio corpo.
-Allora?- le urlai in faccia.
-Pensavo di aver buttato tutto! L’ho usato per un sex toy, per mastu…-
Spam! Il mio schiaffo la colpì in pieno volto.
-Puttana! Non mi raccontare stronzate!-
Spam!
-Ma no, davvero…- cercò di difendersi.
Spam!
-Dimmi la verità! Chi è venuto qui?- le urlai ancora.
-Non io, accidenti!- mi rispose.
Mi fermai a guardarla e mi misi a ridere. Anche lei si mise a ridere un attimo dopo di me.
-Vabbè! Con questa hai vinto tutto!- le dissi baciandola.
-Eh! Lo so che vorresti sentirmi dire che mi ha sbattuta come mi merito!- mi rispose -ma la verità è che neanche me ne sono accorta!-.
-Ma come? Prometteva così bene, con quella dotazione!-.
-E insomma, che devo dirti? Quando me l’ha leccata era tutto delicatino, e pi pi pi, sembrava un pulcino!!-.
Stavo ridendo di gusto.
-E poi quando me lo ha messo dentro quasi non ho sentito niente all’inizio! E quando ho iniziato a sentire, porca miseria, lui era già venuto!-. Ma mentre lo diceva stava ridendo anche lei. -Lui era tutto convinto, eh! Ma io gli ho detto che non si fa così, facendogli anche segno col dito!- e mentre lo diceva ripeteva il gesto e l’espressione, facendomi ridere alle lacrime.
Ci abbracciammo, ridendo e baciandoci.
-Mi spiace amore! Mi sa che mi tocca sbatterti!- le dissi cercando di consolarla, mentre le slacciavo i pantaloncini.
-Eh sì, ti tocca!-.
Mentre mi abbassavo tra le sue cosce la guardai e le dissi: -Poi vedremo di cercarne un altro valido!-.
-Ma io mi scoccio!- mi rispose spingendomi giù la testa.

La Cavia

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