Il Pride è troppo moderato per me

Airbnb Pride rainbow capitalism poverty revolution

Quest’anno ho partecipato per la prima volta a delle sfilate del Pride, prima a Trento e poi a Dublino.

È stato molto emozionante, ero quasi commossa all’idea che stavamo partecipando a una specie di rivoluzione culturale. Le lotte civili partono da qui, mi ero detta.

Però ho visto gente di destra al corteo di Trento e una marea incredibile di sponsor commerciali che sfilavano in Irlanda. Particolarmente stridente lo striscione con il logo arcobaleno  di Airbnb, che fa pinkwashing mentre la gendrificazione ed il numero di senza tetto ha assunto proporzioni spaventose!

Mi sono domandata quali siano i valori condivisi dai partecipanti.

Probabilmente qualcuno è contrario alle adozioni gay e gravidanza surrogata, reputa il BDSM una degenerazione, sicuramente qualcuno si dichiara nemico di sex workers e trans.

I vertici di Arcilesbica italia si allineano su queste posizioni.

E le istanze sociali, il welfare, le politiche di inclusione, l’educazione pubblica e laica?

Oppure ci basta affermare che i borghesi privilegiati possono scoparsi chi vogliono. Questo diritto è davvero già acquisito, come molti detrattori ci tengono a sottolineare. Comunque non mi pare un granché come ideale.

Non ci può essere libertà individuale senza equità sociale. I diritti sono di tutti, universali, altrimenti sono privilegi.

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