Mala tempora currunt: attivisti gender-blind ed insulti alla Boldrini

Laura BoldriniOgni tanto litigo con qualcuno perché attacca Laura Boldrini. Io non sono boldriniana, la conosco per quello che leggo sui giornali, probabilmente siamo femministe in modo diverso. Trovo in ogni caso condivisibili le sue battaglie. Mi sta particolarmente a cuore la tematica del sessismo della lingua italiana. Ovviamente ascoltare lei sul tema delle migrazioni è una boccata di ossigeno contro la soffocante retorica dell’odio.

In questo clima velenoso, mi sono avvicinata a gruppi di attivisti pacifisti ed antirazzisti.

Ma anche in questa bolla fatta di gente di sinistra, liberale e pacifista c’è chi odia la Boldrini. Un’attivista ha commentato il video in cui la deputata chiede la liberazione delle donne trattenute sulla nave Diciotti, come una discriminazione contro gli uomini.

Fermo restando che non tollero il linguaggio tossico degli insulti alla persona, comunque mi ferisce questa affermazione che mostra zero consapevolezza delle questioni di genere.

Io capisco le buone intenzioni dietro questa affermazione: se si ritiene che uomini e donne siano uguali devono godere di identici diritti e doveri. Gender blind definition

Purtroppo si tratta di un approccio ingenuo e gender-blind (clicka per ingrandire).

Sì, in un mondo ideale essere maschi o femmine, gay, cis o trans dovrebbe essere indifferente; dire avvocato o avvocata sarebbe indifferente;  le quote rosa non servirebbero ed i congedi paternità sarebbero lunghi come quelli materni.

A noi occidentali privilegiati può non sembrare, ma nei contesti di guerra e sulle rotte dei trafficanti di essere umani, essere uomini o donne non è uguale. Nel nostro caso specifico, TUTTE le donne a bordo della Diciotti sono state violentate nei centri di detenzione libici.

Certo, i vissuti individuali possono variare. Anche i maschi possono essere violentati, esistono le aguzzine femmine, a volte le mogli uccidono i mariti. Il mondo è vario e complesso.
Questo però non deve indurci alla cecità nei confronti delle dinamiche di genere.

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