Valetudo Night – a micro BDSM playparty review

Ecco una recensione illustrata del micro playparty che ho organizzato lo scorso weekend.

Bondage, of course! Ma anche cera, pet play, caning, electro play ed uno strap-on rosa!

L’idea iniziale era di affittare una baita, invece siamo finiti in centro città. Ma il risultato è stato ugualmente fantastico. Ovviamente grazie all’entusiasmo dei partecipanti, alla genuina voglia di condividere e divertirsi!

Certe notti, tra cosce e zanzare, fare l’amore fin quando fa male – Cronaca di una svolta inattesa all’ultimo BDSM party del Bologna Project

Cronaca di una svolta inattesa all’ultimo BDSM party del Bologna Project, illustrazione di Agata Grop e racconto di Damiano Gorgo.

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Se vai a una festa BDSM può capitare che ti trovi legato a un palo. Magari è meno facile che, mentre sei legato, davanti a te ci sia uno che palpeggia e bacia la tua compagna, le sfila le mutandine e te le mette in bocca!

Ammetto che qualche cattiva intenzione l’avevamo avuta prima di partire per andare alla festa, ma mai avremmo pensato di arrivare a tanto! E proprio le cose più inaspettate sono le più belle.

La festa si svolge in un locale noto agli scambisti, con piscine e SPA, oltre a quegli spazi che normalmente sono dedicati alla trasgressione e che trovate in tutti i privé.

Gli organizzatori hanno scelto un posto accogliente, nel quale ci si immerge in una dimensione quasi onirica: la gente gira discinta, come in qualsiasi SPA a cui siamo abituati in Trentino, ma qui si lascia andare a libere effusioni, anche le più spinte. Il posto è arredato con comodi letti a baldacchino, lettini, zone più discrete sparse accanto alle svariate piscine e un laghetto artificiale. Così, mescolati tra naturisti e scambisti, noi che la sera parteciperemo alla festa, iniziamo a distinguerci. Chi per indossare capi legati al feticismo, come un collare o la gabbietta di castità che indosso io, o perché dà libero sfogo ad atteggiamenti tipici dei BDSMer, come il bondage, che nel nostro caso avviene in acqua con corde di cotone, risate, schizzi e urla.

Proprio così, mentre trascino Agata per la piscina usando i suoi capelli, ci nota una coppia complimentandosi. Ci ritroveremo con loro in un’altra piscinetta riscaldata e con getti d’acqua a conoscerci meglio e chiacchierare.

Con F. ed A. ci troviamo immediatamente a nostro agio, scambiamo opinioni e approfondiamo i reciproci interessi. Anche loro hanno una relazione di coppia, ma non “formale” come la nostra, così si interessano alle nostre dinamiche. Lui capisce e indovina la mia natura cuckold, cosa che incuriosisce anche lei. La cena passa così, con A. che esordisce rivolgendosi ad Agata con un: -Magari a lui piace vederti con un altro!- Eh sì, beccato!

Più tardi ci rincontriamo, durante la festa. Sia Agata che F. hanno optato per un vestito elegante, senza formalità, che si distingue dalla licenziosità di quelli fetish indossati dalle altre partecipanti o del nude look delle coppie scambiste. A. come tutti gli uomini che partecipano e vogliono mantenere una certa sobrietà è in black dress: semplici pantaloni e camicia, in contrasto con il mio esibizionismo, dato che mi ritrovo in cravatta e gabbietta e null’altro.

La temperatura all’interno è al limite della sopportabilità e la musica alta ci invoglia a uscire per chiacchierare al fresco. Agata ha deciso che vuole trovare un posticino dove legare, possibilmente a qualcosa di verticale. Sono sicuro che A. ha già deciso di agire, perché vedo come la guarda e il modo a cui si rivolge a Agata, così come sono sicuro che lei non si sia ancora accorta di niente!

F. sembra divertita dalla situazione, non dice nulla, se non confermare le osservazioni di A.

Agata decide di legarmi a un palo di uno dei letti a baldacchino. Mi tortura un po’ col cane e col frustino, poi mi lega girato, con le terga verso il palo. E lì lo noto, che tra gli apprezzamenti che l’altra coppia fa, la tensione sessuale sta crescendo, vedo il loro confabulare.

A. esordisce con: -Dai! Lasciamolo qui legato e andiamo!

Agata accetta divertita e si allontana con lui sotto braccio, mentre F. rimane lì a guardare, vicino a me. Può sembrare una spettatrice passiva, ma in realtà capisco che si sta godendo la scena. La chiamano verso di loro e si fermano a parlottare guardandomi. Io sono davvero passivo, non reagisco alle provocazioni, non rispondo alle domande, perché ho paura di rompere la magia; mi piace quello che sto subendo, senza nessun controllo, il mio essere esposto e la tensione sessuale che sta aumentando.

A. abbraccia Agata, la accarezza, le bacia il collo e, riavvicinandosi a me, dice: -Questa sera puoi solo guardare, non puoi toccare!

La base del pene si inturgidisce, lo sento gonfiarsi nella gabbietta, mentre accarezza Agata sopra il vestito, tenendosi alle sue spalle e premendola su di me; posso sentire il suo corpo e i suoi movimenti, ma non posso fare niente. Mi chiedo se Agata sa dove vuole andare a parare A. mentre la accarezza, la palpa, le bacia il collo, e lei con movimenti sempre più languidi lascia fare godendosi le coccole.

Chissà cosa le ha detto! Magari era un: -Lo facciamo ingelosire un po’!- ma io so benissimo che A. non vuole un po’, vuole tutto. La bacia in bocca. Non capirò mai perché nella mia testa, e in quella di molti cuck come me, il bacio sia percepito come molto più intimo di qualsiasi altra cosa, più del contato con i genitali! E lei lo lascia fare! Risponde al suo bacio!

Caro A. non le tue mani, non le tue intenzioni, ma questo davvero accende la mia gelosia! E con la gelosia, la sofferenza che contrasta con il mio cazzo che vorrebbe diventare duro! E le prime farfalle nello stomaco!

Le mani di A. si fanno più audaci, mentre si infilano sotto il vestito di Agata. Lei mi guarda con la sua espressione imbarazzata, ma che gli altri possono scambiare come semplice sorpresa. Sono sicuro che sta valutando se spingere oltre quello che sta succedendo, o fermare la cosa, ma evidentemente legge nei miei occhi quello che mi sta passando per la testa.

Mi bacia e bacia lui, mentre A. le sfila le mutandine.

Credo che questo sia stato il gesto che ha oltrepassato il punto di non ritorno: le ha tolto le mutandine e dopo averle appallottolate me la ha messe in bocca. È la prima volta che qualcuno, sopratutto qualcuno che ha intenzione di fare sesso con lei, mi umilia davanti ad Agata. Vorrebbe reagire e porre un limite, affermare il suo controllo e rimproverare A. di avere esagerato. Ma lo legge nei miei occhi. Questa gelosia, l’umiliazione, mi sta provocando piacere. Potrei sputare le mutandine quando voglio, potrei urlare “smettetela!” Non lo faccio.

Lei si preoccupa per me e il mio rischio di soffocamento! Tutto questo mentre A. se la ride sotto i baffi, si diverte, la rassicura e contemporaneamente inizia a masturbarla. Agata sospira e io impazzisco. Il tempo inizia a scorrere più velocemente, a precipitare.

Non so se A. vorrebbe consumare qui per una sua forma di esibizionismo o perché anche lui ha superato il limite massimo della sua eccitazione. Ma Agata ha ancora il controllo, quindi cerchiamo un posto più appartato e risponde ai suggerimenti di A. di lasciarmi legato -No, mi piace che mi faccia le coccole mentre…

Mentre.

Troviamo il posto e rapidamente siamo tutti e quattro sul letto. A. si avventa sulla mia donna, baciandola, accarezzandola, esplorandola e inizia a spogliarla. Io allungo le mani per accarezzarla ipnotizzato dagli avvenimenti, mentre F., dietro A., abbraccia Agata e la accarezza insieme a lui.

Agata lo ferma e mi ordina di spogliarla e toglierle le scarpe. Detto da lei, con quel tono, è un’altra botta allo stomaco e alla base del pene.

La spoglio mentre lui continua a fare quello che stava facendo, non ha neanche l’incombenza di denudarla. Via la cinture, le scarpe, il vestitino e le slaccio persino il reggiseno, servizio completo, mentre i due la riempiono di complimenti per la sua bellezza, per la sua pelle. Ho spogliato la mia compagna per loro, per il suo e il loro piacere, gliel’ho offerta ormai totalmente.

Mentre F. si occupa dei suoi seni e della sua bocca, A. scende tra le sue gambe con la bocca mentre, molto abilmente, si spoglia. Agata gli ricorda il preservativo, e A. senza scomporsi invita F. a prendere il suo posto, cosa che mi pare non vedesse l’ora di fare.

A. si toglie gli ultimi indumenti prendendo un preservativo e indossandolo su una erezione poderosa, e la porge alla bocca di Agata.

E mentre io la sto accarezzando la vedo prendere in mano il suo cazzo duro, quasi a provarne la consistenza e poi imboccarlo. Le farfalle nello stomaco si agitano! Io so bene quanto è accogliente e abile quella bocca, e una parte di me è un po’ orgogliosa del fatto che lui non se la possa gustare appieno.

Però vedere la sua asta sparire nella sua bocca, vedere come assapora la sua forma, mentre io mi sto accontentando di darle la manina, agitata dai movimenti che F. sta scatenando tra le gambe di Agata, a cui ora si aggiungono anche quelli della fellatio. Vabbè, mi dico, tanto so che non se lo gusta con il profilattico, lei odia il sapore che hanno.

Agata si interrompe: -Non ha il solito saporaccio! Non è male questo preservativo!

A. si riprende un attimo, ansima qualche spiegazione sul fatto che non sono di lattice, poi approfitta della pausa per riprendere un attimo di lucidità e distogliere F. dal suo lavorio di bocca. Lei si ritrova con la sua erezione davanti al viso e lo imbocca, mentre Agata glielo tiene con la mano e accompagna i movimenti di F.

Eh! Hai visto A.? Tu che volevi avere il controllo! E invece! Proprio sfortunato eh? Sigh!

Dal mio angolo vedo questo bel trittico, finché A. non riesce a riprendere il controllo e si sposta tra le gambe di Agata, penetrandola. Purtroppo non vedo molto da dove sono, ma posso vedere il viso di lei dilatare gli occhi. Mi guarda, con la bocca socchiusa. Lui si muove ritmicamente con colpi decisi, mentre lei mi stringe la mano.

-Ho bisogno di un po’ di lubrificante!

Lui evidentemente ci sta dando dentro con vigore, ma il tono di lei lo blocca e lui si toglie, mi guarda e mi invita a lubrificarla. Quasi incredulo mi precipito sulla vagina di Agata, aggiungendo saliva, senza leccare i suoi punti più sensibili. È gonfia, con un sapore diverso dal solito. Non so quanto vado avanti, ma a un certo punto lui mi interrompe e la fa girare per prenderla da dietro.

A. mi invita a infilarmi sotto per continuare a leccarla, ma Agata non sta ascoltando, è troppo presa dal piacere, ansima e urla a occhi chiusi. Provo a dirle qualcosa ma lei mi guarda inebetita, agitandosi ai colpi di lui. F. invece, che si trova dall’altro lato di Agata, non perde tempo e mentre le tiene i seni con le mani si infila sotto. Non so cosa succede, non riesco a vedere, Agata mi stringe forte la mano, gode, e A. si sta gustando la ‘cavalcata’.

Con la coda dell’occhio noto qualche guardone attorno a noi che si sta godendo la scena. Cosa sta vedendo? Una coppia che si sta scopando la mia compagna, mentre io sto lì con una gabbia all’uccello che prova a gonfiarsi inutilmente mentre tengo stretta la mano di lei. Pervertito? Depravato? Sfigato? Questi pensieri mi eccitano ancora di più! Bacio Agata, mentre mi presta poca attenzione, presa dal grosso cazzo che la sta sbattendo. Il tempo è strano, si dilata, si restringe, diventa più veloce e più lento a tratti, non so valutare quanto va avanti questa scena, con lui che la sbatte da dietro e lei che gode urlando, mentre F. è lì sotto a fare quello che avrei voluto fare io.

A. si ferma e la fa sdraiare di nuovo sulla pancia, tra le braccia di F. che la coccola tra le tette.

-Damiano, lubrifica ancora un po’- mi dice lui.

Mi strizza l’occhio, è evidente che parte del suo piacere è anche provocare il mio, sapere che questo rapporto per quanto bello è amplificato dal fatto che ci sono anche io. Ancora una volta mi chino tra le cosce spalancate di Agata, intenta a giocare con F. mentre A. mi guarda con la sua erezione a pochi centimetri dalla faccia, pronto a riprendere e concludere. Mi gusto la sua passera, il suo ciprigno scatenato dal piacere dato dal cazzo di A.

Lecco bene le grandi labbra, uso molta saliva,e questa volta stuzzico un po’ il clitoride, causandole qualche sussulto; poi mi alzo e le allargo la fica con le dita, offrendola al cazzo di A.

Lui mi sorride con complicità e, scorrendo tra le mie dita, la infilza. Lui mi guarda e io penso che sono fortunato a frequentare questo ambiente, dove c’è gente che capisce, comprende, non giudica, è disposta a occuparsi del piacere altrui per ricavarne anche il loro.

Oppure qualcuno può pensare che scemo che sia a far scopare la “mia” donna da un altro e aiutarlo pure! Che dire ,pensatela come volete, ma non proverete mai il piacere che ho provato io quella notte e non sarete mai in grado di comprenderlo.

Mi godo il momento del cazzo di A. che si fa strada nella fica di Agata, dilatandola e sparendo dentro di essa, mentre la tengo aperta.

A. ha ripreso a affondare ritmicamente dentro Agata, mentre lei titilla la fica di F., la quale le sta succhiando i seni. Non posso che guardare la soddisfazione nel volto di Agata e baciarla, più volte, intensamente, mentre lei si muove sotto i colpi di A.

Pensandoci adesso mi vengono in mente le sculture del Bernini, con quei corpi intrecciati, avvolti in loro stessi, siamo artistici? Non credo, ma qualche spettatore questa opera se l’è goduta comunque!

A. aumenta il ritmo, la profondità dei colpi, e viene mentre sto baciando Agata, con un urlo strozzato, eiacula dentro di lei, nella sicurezza del profilattico, certo, ma non è quello che ha immaginato la mia mente.

Tra le carezze e i complimenti da questi due nuovi amici, ci rilassiamo illanguiditi. In fondo anche F. e io abbiamo goduto, con la mente più che altro, ma con la capacità di trarre il nostro piacere da quello altrui, lavorando con la fantasia.

Ci lasciano lì, nudi e abbracciati, restituendoci alla nostra intimità, lasciando che ciò che è avvenuto sedimenti tra noi. E’ un momento di vero romanticismo, in cui io mi prendo di nuovo cura totalmente di Agata.

Come loro, anche voi non saprete mai cosa ci siamo detti dopo, abbracciati su quel letto.

Judo e bondage in piscina

 

Kataguruma judo shibari bondage acqua piscinaPerché in acqua puoi essere legata e proiettata senza rischi… se non quello di annegamento!

Addio estate, ci vediamo l’anno prossimo.

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In a swimming pool you can be tied up and thrown with no risks… but drowning!

Goodbye summer, let’s see you next year.

Ho vinto la riffa di Bondatrix

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Oggi pomeriggio sono andata al Making an impact di Vicky di Bondatrix a Dublino.

Mi aspettavo un workshop più lungo, ma in fin dei conti c’è poco da raccontare su manette in cuoio, paddle e cane…

Mi sembrava più una dimostrazione della tupperware, anche se eravamo nel dungeon di un pub irlandese. L’obiettivo era vendere.

Però è decisamente meglio provare degli strumenti prima di comprarli. Nonostante il costo di ammissione, il prezzo degli articoli era onesto e sono contenta dei miei acquisti.

Inoltre ho anche vinto il secondo dei due premi in palio: un paio di clip per capezzoli.

Alla fine un ragazzo ha tirato fuori delle corde di juta e l’ho immobilizzato ad una sedia prima di provare il mio nuovo cane sulla parte interna delle sue cosce. Una mezza scena mentre i gestori sbaraccavano il locale.

Non molto appropriato forse, ma divertente!