Il maschio è inutile, Pievani, Taddia – recensione Femdom

IMG_20190827_215842.jpgPer chi non so sapesse, mi piacciono i saggi sull’etologia e l’evoluzione.

Finito “A cena con Darwin”, ho preso in prestito “Il maschio è inutile”, incuriosita dal fatto che Telmo Pievani avesse potuto scrivere un saggio femdom.

In natura sono spesso le femmine che scelgono i maschi con cui accoppiarsi, attraverso la selezione sessuale. In molti animali, poi, le femmine hanno imparato a fare tutto da sole: si clonano generando una schiera di individui geneticamente uguali a loro, oppure cambiano sesso all’occorrenza, giocando praticamente tutti i ruoli in base alle circostanze. In natura c’è davvero di tutto, la natura è arcobaleno: eterosessualità, omosessualità maschile e femminile (sulla quale però sappiamo ancora pochissimo), bisessualità, asessualità.”

Racconta quindi una serie di aneddoti naturalistici di esseri viventi di sesso maschile che vanno dal ridicolmente inutile al terribilmente molesto.

Fin qui interessante…

Peccato che l’altra metà del libro sia veramente superflua: imprese di sapiens maschi che si sono sottratti al loro destino biologico (di esseri inutili) dedicandosi chi alla scultura e chi al volontariato. Ma dai, davvero i maschi fanno anche cose buone?

 

 

Quaranta giorni di astinenza

Sesso capelli lunghi agata pornoridicolo adult babyAlla dimissione dall’ospedale mi hanno dato un foglio con le indicazioni per il post partum.

C’è scritto che non ci sono controindicazioni per la ripresa dei rapporti sessuali.

L’ostetrica aggiunge: –Noi però consigliamo di aspettare 40 giorni.

Sì, credici…

Nel caso in cui non ci siano lacerazioni e suture, quest’indicazione precauzionale non ha fondamenti scientifici.

È piuttosto basata su un preconcetto per cui le donne sono traumatizzate dal travaglio, disgustate dal proprio corpo e troppo stanche anche solo per pensare al sesso.

Cito da un articolo secondo me raccapricciante preso da un sito che per altri versi trovo abbastanza valido:

“Morale: il sesso diventa un’altra incombenza alla quale rinunciamo volentieri e quando finalmente poggiamo la testa sul cuscino, ad un incontro a luci rosse preferiamo di gran lunga un’ora in più di sonno!”

 

Processo contro l’educazione sessuale – Trento 1976 – spunti dalle Teche Rai

Non ho la tv, ma mi piace la televisione. Mi piacciono molto i vecchi documentari delle Teche Rai che offrono spaccati sociologici dell’Italia in bianco e nero.

Consiglio vivamente la serie L’Amore in Italia, un’inchiesta in cinque puntate girate da Luigi Comencini ed andate in onda nel dicembre 1978 su Rai Uno.amore in italia comencini

Nell’ultimo episodio viene intervistato il giudice che portò a processo i bibliotecari del paesino di Cembra per aver messo a disposizione degli utenti l’Enciclopedia della vita sessuale per bambini, edita da Mondadori.

I reati contestati erano di pubblicazione oscena (528 c.p.), corruzione di minorenni mediante pubblicazioni oscene (art 15 l. 47/1948) e istigazione a delinquere (art. 414 c.p.: “per aver pubblicamente istigato i lettori della citata enciclopedia a commettere i delitti di atti osceni, di corruzione di minorenni e di procurato aborto, esaltandosi e raccomandandosi in detta opera il nudismo, invitandosi i genitori ad esibire di fronte ai figli le proprie nudità e alle donne a far uso di apparecchi, spiralette e simili, destinate a provocare l’aborto precoce”).

E insomma, la Giunta Provinciale trentina nel 2018 vietava i corsi Gender nelle scuole. La mentalità non è poi tanto cambiata.

Tornando agli anni ’70: tutti gli imputati vennero assolti con formula piena.

Di lì a poco sarebbe stata approvata la legge 194 sulla tutela della maternità e sull’interruzione di gravidanza.

Sembrava che i pazzi bigotti fossero stati sconfitti per sempre, ed invece i diritti e la libertà vanno difesi continuamente. Nessuna conquista è per sempre.

 

Un resoconto delle altre puntate qui.

 

Marina Abramović – il corpo e il sangue

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M. Abramovic by Jillian Tamaki

Di Arte io so poco. Marina Abramović però la conoscono tutti, di come ha sacrificato il proprio corpo come spazio di espressione artistica, anche attraverso il sangue e la violenza.

Non è dissimile da ciò che facciamo “noi” con il BDSM? Il corpo non è sacro ed inviolabile. E’ strumento di espressione e sperimentazione.

La performance che mi ha colpito di più è quella in cui l’artista è rimasta immobile per 6 ore durante le quali gli spettatori erano invitati ad usare liberamente su di lei 72 tra oggetti di piacere ed altri di distruzione.

Marina Abramović ricorda così le ultime due ore: “Mi sono sentita violentata, mi hanno tagliato i vestiti, mi hanno premuto spine di rose sull’addome. Ho persino avuto la pistola puntata alla testa“. Si dice che si fossero creati due gruppi, uno di aggressori e un altro a protezione dell’artista. Trovate un resoconto qui.

body performance Abramovic

Rhythm 0, Galleria Morra, Napoli, 1974

Non è solo l‘innegabile coraggio dell’artista a sconvolgermi, ma quanto sia stato facile indurre delle persone normali a seviziare un altro essere umano quando se n’è presentata l’occasione. Facciamoci poche illusioni: nessuno di noi è intrinsecamente buono.

Per approfondire il podcast biografico della serie Morgana di Michela Murgia. 

Per ridere invece consiglio il video dell’imitazione di Virginia Raffaele!

BBW NON CONTATTATEMI: grassofobia o gusti legittimi?

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FemDom Art by Aurè

Non sto curando molto il blog. Sono comunque piuttosto presente sui social, che controllo spesso nel caso in cui qualcuno mi chiedesse informazioni sul prossimo Peer Rope

Mi scrive un tizio che afferma di essere interessato al bondage. Controllo la sua provenienza e gli rispondo che abitiamo lontano, ma se vuole posso metterlo in contatto con persone della sua area.

In generale cerco di rispondere educatamente fornendo informazioni utili: magari il mio interlocutore non è uno scocciatore, ma solo un principiante impacciato. Lo siamo stati tutti!

Torno al suo profilo e leggo il resto: è nell’ambiente da oltre un decennio… e per ben due volte afferma, anche in lettere maiuscole, che le BBW non devono contattarlo.

Namio Harukawa - Mister Gutsy Post

Art by Namio Harukawa

Cerco su Google BBW=Big Beautiful Woman! Il tizio che mi scrive è un grassofobo!

Mi sono arrabbiata. Ma che ne sa questo che non sono anch’io UNA CICCIONA? Ho superato i 70 kg (per ora), magra non sono! Non avrei dovuto rispondergli!

Per quanto possa comprendere che legittimamente ad un uomo possano piacere le ragazze magre ed in forma, ma è tollerabile scriverlo così sul proprio profilo??

Sarebbe tanto diverso dire: contattatemi solo se caucasici??

Beh, non so darmi una risposta. Ma se lui può dire alle CICCIONE di stargli alla larga, io allora posso bloccarlo!