Bastava chiedere! Il carico mentale della famiglia

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Era consigliato da Michela Murgia, sono andata sul sicuro.

Per quanto mi sia riproposta di non cadere nella trappola delle convenzioni sociali, alla fine riproduco lo stereotipo della madre italiana.

Ho fruito in via esclusiva del concedo parentale, andrò in part-time dall’anno prossimo e mi occupo in via prevalente della conduzione della casa.

Anche se è Damiano che cucina, sono io a dover redigere la lista della spesa. Poi tengo la contabilità di casa, i contatti con architetti, idraulici, falegnami…chat con la suocera pornoridicolo che gran rottura!

Quando ho visto la vignetta della tipa che chatta con la suocera mi è preso un colpo! Sono io!

Ad esempio, la dichiarazione dei redditi è un passaggio di consegne tra me e sua madre: il 730 e l’ISEE capitano senza che lui ne sia coinvolto!

Adesso sono in sciopero, diciamo così…

Damiano ha detto che è stata una lettura diseducativa! 😛

 

Palestra vaginale

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Se mi guardo allo specchio, non mi sembra di essere diversa. Mi vanno gli stessi vestiti: sono culona uguale.

Però insomma, non è esattamente così.

Mi sono iscritta ad un corso di riabilitazione del pavimento pelvico, per far tornare la patatina… “ina”!

Ho anche trovato una babysitter! Che era la mia catsitter…

Forse riesco a tornare a BDSMare, speriamo!

E voglio tornare a mettere il judogi!

La bimba ha sei mesi ormai, è grande, può cavarsela da sola…

Il maschio è inutile, Pievani, Taddia – recensione Femdom

IMG_20190827_215842.jpgPer chi non so sapesse, mi piacciono i saggi sull’etologia e l’evoluzione.

Finito “A cena con Darwin”, ho preso in prestito “Il maschio è inutile”, incuriosita dal fatto che Telmo Pievani avesse potuto scrivere un saggio femdom.

In natura sono spesso le femmine che scelgono i maschi con cui accoppiarsi, attraverso la selezione sessuale. In molti animali, poi, le femmine hanno imparato a fare tutto da sole: si clonano generando una schiera di individui geneticamente uguali a loro, oppure cambiano sesso all’occorrenza, giocando praticamente tutti i ruoli in base alle circostanze. In natura c’è davvero di tutto, la natura è arcobaleno: eterosessualità, omosessualità maschile e femminile (sulla quale però sappiamo ancora pochissimo), bisessualità, asessualità.”

Racconta quindi una serie di aneddoti naturalistici di esseri viventi di sesso maschile che vanno dal ridicolmente inutile al terribilmente molesto.

Fin qui interessante…

Peccato che l’altra metà del libro sia veramente superflua: imprese di sapiens maschi che si sono sottratti al loro destino biologico (di esseri inutili) dedicandosi chi alla scultura e chi al volontariato. Ma dai, davvero i maschi fanno anche cose buone?

 

 

Quaranta giorni di astinenza

Sesso capelli lunghi agata pornoridicolo adult babyAlla dimissione dall’ospedale mi hanno dato un foglio con le indicazioni per il post partum.

C’è scritto che non ci sono controindicazioni per la ripresa dei rapporti sessuali.

L’ostetrica aggiunge: –Noi però consigliamo di aspettare 40 giorni.

Sì, credici…

Nel caso in cui non ci siano lacerazioni e suture, quest’indicazione precauzionale non ha fondamenti scientifici.

È piuttosto basata su un preconcetto per cui le donne sono traumatizzate dal travaglio, disgustate dal proprio corpo e troppo stanche anche solo per pensare al sesso.

Cito da un articolo secondo me raccapricciante preso da un sito che per altri versi trovo abbastanza valido:

“Morale: il sesso diventa un’altra incombenza alla quale rinunciamo volentieri e quando finalmente poggiamo la testa sul cuscino, ad un incontro a luci rosse preferiamo di gran lunga un’ora in più di sonno!”

 

Processo contro l’educazione sessuale – Trento 1976 – spunti dalle Teche Rai

Non ho la tv, ma mi piace la televisione. Mi piacciono molto i vecchi documentari delle Teche Rai che offrono spaccati sociologici dell’Italia in bianco e nero.

Consiglio vivamente la serie L’Amore in Italia, un’inchiesta in cinque puntate girate da Luigi Comencini ed andate in onda nel dicembre 1978 su Rai Uno.amore in italia comencini

Nell’ultimo episodio viene intervistato il giudice che portò a processo i bibliotecari del paesino di Cembra per aver messo a disposizione degli utenti l’Enciclopedia della vita sessuale per bambini, edita da Mondadori.

I reati contestati erano di pubblicazione oscena (528 c.p.), corruzione di minorenni mediante pubblicazioni oscene (art 15 l. 47/1948) e istigazione a delinquere (art. 414 c.p.: “per aver pubblicamente istigato i lettori della citata enciclopedia a commettere i delitti di atti osceni, di corruzione di minorenni e di procurato aborto, esaltandosi e raccomandandosi in detta opera il nudismo, invitandosi i genitori ad esibire di fronte ai figli le proprie nudità e alle donne a far uso di apparecchi, spiralette e simili, destinate a provocare l’aborto precoce”).

E insomma, la Giunta Provinciale trentina nel 2018 vietava i corsi Gender nelle scuole. La mentalità non è poi tanto cambiata.

Tornando agli anni ’70: tutti gli imputati vennero assolti con formula piena.

Di lì a poco sarebbe stata approvata la legge 194 sulla tutela della maternità e sull’interruzione di gravidanza.

Sembrava che i pazzi bigotti fossero stati sconfitti per sempre, ed invece i diritti e la libertà vanno difesi continuamente. Nessuna conquista è per sempre.

 

Un resoconto delle altre puntate qui.

 

Marina Abramović – il corpo e il sangue

marina abramovic femminismo corpo esperimenti performance

M. Abramovic by Jillian Tamaki

Di Arte io so poco. Marina Abramović però la conoscono tutti, di come ha sacrificato il proprio corpo come spazio di espressione artistica, anche attraverso il sangue e la violenza.

Non è dissimile da ciò che facciamo “noi” con il BDSM? Il corpo non è sacro ed inviolabile. E’ strumento di espressione e sperimentazione.

La performance che mi ha colpito di più è quella in cui l’artista è rimasta immobile per 6 ore durante le quali gli spettatori erano invitati ad usare liberamente su di lei 72 tra oggetti di piacere ed altri di distruzione.

Marina Abramović ricorda così le ultime due ore: “Mi sono sentita violentata, mi hanno tagliato i vestiti, mi hanno premuto spine di rose sull’addome. Ho persino avuto la pistola puntata alla testa“. Si dice che si fossero creati due gruppi, uno di aggressori e un altro a protezione dell’artista. Trovate un resoconto qui.

body performance Abramovic

Rhythm 0, Galleria Morra, Napoli, 1974

Non è solo l‘innegabile coraggio dell’artista a sconvolgermi, ma quanto sia stato facile indurre delle persone normali a seviziare un altro essere umano quando se n’è presentata l’occasione. Facciamoci poche illusioni: nessuno di noi è intrinsecamente buono.

Per approfondire il podcast biografico della serie Morgana di Michela Murgia. 

Per ridere invece consiglio il video dell’imitazione di Virginia Raffaele!