Il lui della mia ex – Racconto di Damiano Gorgo aka Cavia

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Avevo sempre rifiutato i sui cortesi inviti. Mi sentivo in imbarazzo anche a prendere solo un caffè col nuovo compagno della mia ex, non perché fossi ancora innamorato di lei, ma semplicemente perché non mi sembrava il caso. Forse non volevo affrontare discorsi che ci accomunavano, oppure scoprire cose che mi avrebbero infastidito.
Ma quella volta risposi sì e mi trovai al tavolo con lui, a chiacchierare del più e del meno. Come avevo previsto il discorso virò subito su di lei, in fondo era l’unico argomento che ci accomunava veramente, e a quanto pare aveva voglia di sfogarsi con qualcuno che forse lo avrebbe capito più di altri.
Beh, c’era poco da fare: i suoi difetti li conoscevo bene, o ti piaceva anche per quelli o era tutto inutile, quindi cercai di comunicargli questa cosa, che se a lui piaceva veramente doveva imparare a convivere anche con quelli. Del resto aveva anche tanti pregi, no? Ne convenne. E poi è una donna molto sexy, sa sempre come risvegliare i sensi, non è una cosa da tutti!
Scosse il capo, assentendo, ma vedevo che c’era qualcosa che lo lasciava pensieroso.

-Qualcosa non va? Scusa, ma in effetti non sono fatti miei!

-No, no cioè, non preoccuparti! Ma sai è che a volte si fa mille problemi, per i suoi difetti, tanto che quando le faccio dei complimenti, lei crede che la stia solo lusingando!

-Ah sì, conosco il problema!- gli risposi comprensivo.

-Beh, almeno non è una cosa che fa solo con me!- rigirò la tazzina vuota tra le mani e continuò -vorrei sapere come rimediare a questa cosa!

Presi fiato, l’argomento si faceva interessante e stuzzicava le mie perversioni, però si trattava di un vero e proprio campo minato.

-Potresti mostrarle come la vedi tu davvero!- gli proposi.

-Cioè?- mi guardò stupito.

-Insomma, potresti proporle di fotografarla, magari con i suoi vestiti preferiti, la sua lingerie, in maniera sexy!

Sgranò gli occhi. Poi abbassò lo sguardo sulla tazza. Rimase a fissare e rigirare la tazzina per lunghi istanti.

-Io non…- iniziai a scusarmi.

-No! Scusa, è anche una bella idea, ma non so se a lei piacerebbe, cioè… magari lo trova imbarazzante, e poi non so, non è che sono un fotografo!- mi interruppe parlando rapidamente.

-Mah, guarda, per quel che riguarda farsi fotografare, con me lo faceva, anzi le è sempre piaciuto. Mentre per il problema tecnico, beh, i cellulari ormai rendono bene, inizia con quello casualmente e poi se ci prendi al mano, passa oltre!- lo tranquillizzai.

Dallo stupore passò a uno sguardo indagatore.

-Cioè tu la fotografavi spesso?

-Sì, abbastanza…

-Ma anche foto sexy?

-Eh sì, dai…

-Ma anche spinte?

-Vabbè, dai adesso, non è che…

-Dai tranquillo! Figurati! Cioè quello che è stato è stato, ma magari mi dai qualche dritta!

-Beh, più di quelle che ti ho dato!

Mi guardò in silenzio.

-Ma le hai ancora?-

-Eh dai!- risposi cercando di non sembrare troppo convinto.

-Me le fai vedere?

-Non mi sembra il caso…

-Dai! Tanto non è che vedo qualcosa che non conosco!

-Ho capito, ma magari ti da fastidio, e ci rimani male!

-Ma no, anzi! Mi dai spunti! Dai per piacere!

Ci scambiammo i numeri.
Qualche giorno dopo ero davanti alla sua porta.
Mi fece accomodare sul divano, mentre accendevo il mio portatile. Cercai le foto.

-Sei bravo!

-Grazie!- risposi.

-Ma col cellulare?

-Ma no, queste le ho fatte con una digitale!

-Ah si vede che le piace posare però da queste foto, è sorridente, si mette in posa!

-Te lo avevo detto!

Scorrevo le foto, non troppo velocemente, per dargli il tempo di esaminarle. A volte riconosceva un capo, commentava una posa, o faceva domande sul periodo in cui erano state scattate. Arrivammo alle foto più sexy, in lingerie o con capi sexy e pose sbarazzine. All’inizio si azzittì, fece passare un po’ di foto, poi iniziò a commentare con un “però!”, con versi di approvazione, lentamente riprese a fare domande e a volte commentare i capi che riconosceva.

Io intanto mi sentivo un nodo allo stomaco, un po’ l’emozione dei ricordi, che si sovrapponevano a tratti con i suoi, scatenando in me immagini di probabili loro coiti. Ma c’era anche l’imbarazzo di fare qualcosa al limite del moralmente proibito che mi eccitava. Ero fianco a fianco col suo nuovo compagno, il suo amante attuale, e gli stavo mostrando il nostro passato intimo, come se in parte lui potesse appropriarsene. Arrivammo alla fine delle foto.

-Beh, dai! Pensavo peggio! Magari che facevi foto mentre scopavate! O si faceva riprendere chissà in che maniere sconce!

Lo guardai in silenzio.

-Mmmm… quelle le tengo in un’altra cartella!- mi ci era voluto una discreta dose di coraggio e faccia tosta per dirlo. Sapevo che sarebbe stata una trappola per lui.

-Dai! Vedere!- esclamò.

-Non mi sembra il caso, sai- usando quel tono di scarsa convinzione che mi aveva portato fin qui.

-Beh, non c’è niente che…

-…Tu non abbia già visto, lo so lo so! Però non è la stessa cosa, insomma, non ci sei tu!- iniziavo a tirare l’esca, a vedere se lui avrebbe abboccato, oppure…

-Tranquillo, sono solo davvero curioso!

Scossi al testa, sbuffai e poi spostai il puntatore sulla cartella e aprì la prima col visualizzatore. Lo sentii deglutire chiaramente. Gli diedi il tempo di realizzare quello che stava vedendo prima di passare alla prossima. Aprì la bocca, senza suono, un vero e proprio cedimento della mandibola.

Le foto si facevano più spinte, e lui non emetteva un suono, solo un respiro leggermente rauco. A volte, quando le foto erano decisamente oscene si voltava a guardarmi, stupito, con la bocca sempre aperta. Dopo alcune foto si sistemò la patta.

-Ti imbarazzano?- gli chiesi. Prese fiato mentre si girava a guardarmi.

-No… no…- rispose balbettante.

-Mi sa che ti fanno un certo effetto, anzi!- incalzai.

-Sì cazzo! Vorrei vedere! A te no?- disse mentre si sistemava di nuovo la patta che ora presentava un certo rigonfiamento.

-Beh, non è la prima volta che le vedo, mi fa piacere che ti piacciano!

Assentì col capo, mentre con la mano continuava a molestare le sue parti basse. Nuova foto. Inspirò l’aria attraverso i denti. Nuova foto di lei legata e bendata. Lo vidi ingobbirsi un po’.

-Ah! Facevate anche…- mi guardò stupito. Gli risposi anche io con un accenno della testa. Quella dopo era sullo stesso tenore, esclamò un -Uh!- mentre si afferrava l’erezione attraverso la stoffa.

-Ascolta, ormai è palese, se non ce la fai più tiralo fuori! Tranquillo, non mi scandalizzo e non mi giudico, anzi sono contento che apprezzi!

Mi guardò con gli occhi sgranati, non so se era spaventato o solo sorpreso, ma di sicuro l’eccitazione superava qualsiasi cosa. Si calò i pantaloni, liberando una erezione che era diventata evidentemente dolorosa. Aveva un bel cazzo, consistente, non esagerato, ben modellato. Il suo sguardo tornò alle foto, mentre con la mano iniziava una lenta masturbazione. Non aveva fretta e si assicurava di non ricoprire mai il glande, il quale pulsava sempre più gonfio. Si stava godendo la visione. La sua donna penetrata da un altro, che usava la sua bocca su un altro, si faceva usare da un altro. E questo “altro” ero io, a fianco a lui, che si godeva la scena, l’eccitazione, lo stupore, e un po’ di pena che la mia “vittima” stava provando.

Arrivammo all’ultima foto. Lui rimase lì, con il cazzo durissimo e la bocca spalancata.

-Non ne hai altre?- chiese.

-No, mi spiace, sta a te ora farle!

Teneva le labbra serratissime, e gocce di sudore gli imperlavano la fronte e le narici erano dilatate. Presi l’iniziativa appoggiando la mano sulla sua asta. Mi guardò stupito, evidente confuso sul cosa fare. Prima che decidesse imboccai il suo cazzo duro. Credo fosse già un po’ al limite, quindi non insistetti troppo. Presi a leccarlo lungo l’asta e a guardarlo. Era sorpreso e imbarazzato, ma l’eccitazione lo teneva eretto. Evidentemente non sapeva cosa fare, ma lo shock lo aveva un po’ calmato. Presi di nuovo a succhiarlo, accarezzandogli il glande con la lingua, mentre con la mano presi a accarezzargli lo scroto e il perineo. Lentamente si lasciò andare buttandosi sullo schienale e iniziando a gemere. Presi ad accarezzargli di nuovo il cazzo con la lingua, percorrendolo, fino alle palle, fino leccarle.

-Cazzo! Ma hai insegnato tu a lei? Non so chi è meglio!- si decise a dirmi.

Gli sorrisi mentre gli leccavo il cazzo, poi lo imboccai nuovamente. Cercavo di tenerlo sul limite, senza mai farlo venire, fino a sentire la base che pulsava e lui che iniziava a gemere. Arrivò a mettermi anche una mano sulla testa, spingendomi il cazzo in gola. Lo lasciai fare un po’, ma poi ripresi il controllo. Finché non pensai che ne avesse avuto abbastanza. Allora non mi fermai, i gemiti aumentarono di volume, sentivo il cazzo pulsare in bocca, fino all’esplosione! Una quantità notevole di sperma si riversò nel mio cavo orale, mentre iniziai a ingoiare. Il cazzo pulsava violentemente, lanciando gli ultimi schizzi, che succhiai diligentemente. Lo ripulii, e mi sedetti a terra, tra le sue gambe. Lui era abbandonato sullo schienale e continuava a ripetere -Cazzo! Cazzo! Cazzo!- con una mano su gli occhi.

-Spero ti sia piaciuto!- gli dissi. Si bloccò, poi lentamente sollevo la testa e abbassò lo sguardo. Era rosso, totalmente. Chissà se solo per l’orgasmo o anche per l’imbarazzo.

-Cazzo… sì… io… cioè… grazie!- rispose confusamente.

Gli sorrisi mentre mi alzavo. -Figurati, è stato un piacere!- mi leccai le labbra, avevo qualche goccia del suo seme nella barba. Andai in bagno. Quando tornai si era ricomposto e acceso una sigaretta.

-Oh! Grazie per avermele fatte vedere! Sei stato molto… gentile!

-Figurati! Alla prossima!- gli dissi mentre uscivo di casa con il mio portatile sotto braccio.

-Eh, non so, cioè… sai… capisci?

Il suo imbarazzo mi piaceva, mi eccitava quasi.

-Come vuoi!- gli risposi strizzando l’occhio.

Salii in macchina per tornare a casa. Dopo qualche minuto il cellulare risuonò di un messaggio. Era lui, lo lessi.

“Ma se ci rivediamo, la prossima volta me lo dai il culo? Lo sai, lei non me lo da mai!”

Concetta Licata, u sticchiu e il porno con trama

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Ieri sera ho suggerito a Damiano di guardare insieme un porno con trama e masturbarci.

Lui ha sapientemente suggerito Concetta Licata, un porno con trama diretto da Mario Salieri, interpretato da Selen ed ambientato, ovviamente, al Sud.

I fidanzati Santino e Concetta assistono all’assassinio di due poliziotti da parte di due malavitosi. Santino, pregiudicato, viene arrestato e decide di testimoniare. Il direttore del carcere è però colluso con la mafia e usa approfittare sessualmente delle mogli e fidanzate dei detenuti.

I rapporti sessuali rappresentati sono quasi sempre non consensuali: o sono estorti col ricatto o le donne vengono drogate. Durante le scene di sesso, abbastanza brevi, alle donne vengono rivolti insulti umilianti in dialetto.

Zuca la minchia, zuca, troja! Cessa! Bottana…  Tu mittu int u sticchiu! 

E’ stupro. Però è un film, una finzione. Per masturbarsi va bene.

Bello. Come fosse un tranquilla serata tra cugini.

Ron Jeremy concetta licata agata grop

Cento e uno racconti erotici – recensione

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La settimana scorsa ho scaricato dal kobo-store una raccolta gratuita di racconti erotici curata dal sito Eroxè.

Ho scorso l’indice, ho cliccato sul primo racconto palesemente BDSM e da lì in poi ho cominciato a leggere tutti i successivi.

All’inizio mi faceva ridere. Nel racconto sadomaso non c’era sesso, solo una slave che cammina sugli scarafaggi, poi la versione contemporanea di Cupido, una coppia che viene presa dalla passione mentre mangia un fritto di pesce e si accoppia sul tavolo del ristorante…

Poi non m’ha fatto ridere più. Man mano che andavo avanti con la lettura mi sono resa conto che la maggior parte dei racconti descrive donne che subiscono avances, approcci o rapporti sessuali non consenzienti!

Immaginate di leggere prima di palpeggiamenti in metro, poi di una ragazza che viene seguita per strada, quella presa con la forza da uno sconosciuto, delle sevizie subite da una vittima della tratta delle bianche… tutti così, uno dopo l’altro!

Va bene, le fantasie di stupro sono molto diffuse, lo so. Ma tutti questi racconti, uno dopo l’altro, compongono un quadro ripugnante! Un rigetto simile l’avevo sviluppato ascoltando lo sceneggiato radio Il Mercante di Fiori. Bellissimo, per carità… ma alla lunga disturbante.

Poi dicono che non esiste la cultura dello stupro… Se questa raccolta ha un valore statistico e gli autori dei racconti rappresentano l’immaginario erotico italiano, direi che non esiste la cultura della consensualità!

The little death

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Consiglio questa divertente e brillante commedia australiana del 2014.

L’argomento è il sesso.

Gli abitanti di un comunissimo quartiere residenziale altoborghese in stile Wisteria lane (you know what I mean) sono rappresentati dal punto di vista della loro sessualità. Fantasie comuni o piuttosto insolite, intrecci surreali, risvolti esilaranti e finale col botto!

Bellissimo!

P.S. Non conoscevo la dacryphilia, eccitazione indotta dalle lacrime del partner. Nel film uno dei personaggi vive questa condizione con grandi sensi di colpa  e questo conflitto avrà risvolti tragicomici. Se solo avesse il coraggio di confessarsi!

Mi domando se non ce l’ho un po’ anche io. E’ da un po’ che voglio far piangere la mia Cavia 🙂

Netoraserare

Quello, la Cavia, mi manda le cose porno a tema.

019

Shu e Haruka sono una tenera coppietta sposata da un paio d’anni. Lei ha delle gran bocce, ma è una lagna insopportabile: ha lasciato il lavoro per fare la mamma a tempo pieno ma i bambini non arrivano. Ci si mettono anche i loro genitori che ogni volta che li invitano a cena attaccano con la storia dei nipotini, loro non vedono l’ora di fare i nonni, bisogna che ci sia un erede per la stirpe familiare… Insomma, il povero Shu sente un sacco di pressione! A un certo punto non gli tira manco più il cazzo…

Una sera dopo cena, a seguito dell’insistere della mogliettina che giustamente vuole essere scopata ed ingravidata, lui si getta ai suoi piedi e le confessa la grande verità: vuole che lei vada a letto con altri uomini!

E lei risponde: Vah che potevi ben dirlo prima!

022

C’è anche l’anime, ma non è un granché. Fine.

Prigionia

siamese twinsAltro che 50 Sfumature, se cercate un romanzo potentemente BDSM vi consiglio di leggere La vita sessuale delle gemelle siamesi di Irvine Welsh, lo stesso autore di Trainspotting.
Lucy è una personal tranier esperta di arti marziali, una control-freak aggressiva e ninfomane. Vive un breve periodo di celebrità per via di un video che la riprende disarmare e immobilizzare un uomo durante un’aggressione. La testimone che ha ripreso e diffuso il filmato, Lena, una ragazza obesa e depressa, sviluppa per l’eroina Lucy una vera e propria ossessione. La rintraccia e la ingaggia come personal trainer. Neppure Lucy è indifferente a Lena: ne disprezza la trascuratezza fisica ed il carattere debole e manipolatore. Gode nel torturarla con esercizi massacranti a ritmi marziali. Lena, sorprendentemente, si lascia torturare.
Si sviluppa pian piano un attaccamento morboso, una dipendenza psicologica reciproca tra aguzzino e vittima, tra voyerismo e coercizione, ben oltre il Safe, Sane & Consensual. Le relazioni BDSM sono messe in scena, simulazioni concordate di un’aggressione fisica o mentale, che si limitano spesso al tempo della sessione. Nel libro le protagoniste fanno sul serio. Passa la differenza tra bondage e sequestro di persona. Ma le dinamiche dei rapporti di forza tra i personaggi, tutta la componente emotiva, il desiderio di controllo, la tendenza alla sottomissione, sono gli stessi meccanismi psicologici su cui facciamo leva nei nostri giochi.
Il periodo di prigionia assume il valore di un percorso di iniziazione alla fine del quale entrambe le protagoniste saranno libere dalla gabbia delle aspettative sociali e dai comportamenti e i pensieri indotti dall’educazione familiare. Lena si libererà dalla corazza di grasso, ma anche la tenace e volitiva Lucy dismetterà la sua armatura-prigione a seguito di un percorso di sottomissione e tortura speculare a quello a cui aveva sottoposto la sua controparte.
Lena non è testarda come Lucy, la libererebbe se lei glielo chiedesse, non ce la fa a vederla in lacrime. Ma Lucy è la solita: piange, ma non intende mollare, sente che ha bisogno di essere torturata, ha bisogno della sua gabbia, perché sa che ha una lezione da imparare!

E vissero tutte felici e contente.