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Damiano: – Sai qual è la differenza tra Tinder e Annunci69?

Su Tinder conosci una persona e devi scoprire se c’è attaccato un bel cazzo. Su Annunci69 vedi un bel cazzo e devi capire se c’è attaccata una bella persona.

Questo uno degli argomenti emersi ieri al Munch Online del Trentino 🙂

Noi siamo agli arresti domiciliari. E’ il massimo della socialità che ci possiamo permettere. Ho apprezzato tanto! ❤

Salotto bondage

Portrait of miss Agata Grop
 
Racconta uno dei partecipanti
 
Sono appena rientrato a casa, stressato e stanco di una terribile settimana lavorativa. Normalmente vorrei semplicemente sbattere lì e perdere coscienza,  ma le mie speranze di ribaltare le sorti della serata non sono ancora svanite, anzi: un invito a far corde fra pochissimi amici mi promette tregua, e magari anche una dose di endorfine. Scarico e butto in un angolo i bagagli del viaggio, mi faccio una doccia, e riparto con un cambio di abiti più adatti nello zainetto.
 
Arrivo per ultimo. Agata mi fa entrare nell’ampio soggiorno, per poi tornare a legare. Butto un’occhiata in giro mentre mi lavo le mani e mi cambio: distanze e mascherine, ok la mia paranoia si fa da parte. Mi siedo in un angolino a sbirciare i lavori in corso. Non è difficile distinguere subito i due diversi stili che mi si presentano davanti, sono come specchi dei rapporti fra rigger e bunny. Una coppia legata in un abbraccio da un lato, una legatura tranquilla fra amiche dall’altro. Per quel che mi riguarda spero in qualcosa di più violento, ma osservo comunque entrambi con interesse.
 
L’attesa è finita. Libero un sorriso mentre chiudo gli occhi e sento le corde di Agata scorrermi sulla pelle. Non ci sono punti di sospensione nella sala, il lavoro a terra è obbligato. Mi costringe in una posizione semplice ma efficace, unendo i polsi alle rispettive caviglie. Non è con le corde che ha intenzione di mettermi in difficoltà, sto per scoprire. Lascio andare gli ultimi pensieri quando, da seduto che sono, mi ribalta sulla schiena accompagnando e forzando il movimento con una corda sul collo. Alle scie  di calore che inizia a disegnarmi addosso con la cera, seguono quelle di bruciore dell’impact play. Distinguo con certezza un flogger e forse un cane, ma poi vengo un attimo confuso da un dolore acuto del quale non ho potuto distinguere neppure il momento dell’impatto. E’ una single tail, realizzo dopo qualche altro colpo: novità, non l’avevo mai provata. Inerme, mi impegno per affrontare il dolore delle entusiaste frustate restanti, mentre le endorfine finiscono di scacciare ansie dei giorni passati.

Ritorno alla normalità? Bondage online

peer rope bondage shibari kinbaku piedi corde

Quello appena trascorso è stato un weekend “quasi” normale.

Abbiamo fatto i nostri giri. Tra qualche anno sarà strano guardare le foto scattate con la mascherina.

Venerdì sera Damiano ha disdetto i suoi impegni per partecipare con me ad una jam di corde online.

L’evento è stato ospitato da Andrea Ropes e Fenice, che ringrazio molto.

Capisco che si possa essere un po’ scettici nel figurarsi un peer rope in videoconferenza, ma vi assicuro che è una bella esperienza.

Spero proprio che queste iniziative, nate in tempi di magra, continuino anche in futuro.

Del resto noi altri viviamo in mezzo ai monti, siamo lontani da tutto e tutti. Dovremmo sfruttare internet molto di più di quanto facciamo.

 

 

 

 

 

Bastava chiedere! Il carico mentale della famiglia

bastava chiedere review

click per ingrandire

Era consigliato da Michela Murgia, sono andata sul sicuro.

Per quanto mi sia riproposta di non cadere nella trappola delle convenzioni sociali, alla fine riproduco lo stereotipo della madre italiana.

Ho fruito in via esclusiva del concedo parentale, andrò in part-time dall’anno prossimo e mi occupo in via prevalente della conduzione della casa.

Anche se è Damiano che cucina, sono io a dover redigere la lista della spesa. Poi tengo la contabilità di casa, i contatti con architetti, idraulici, falegnami…chat con la suocera pornoridicolo che gran rottura!

Quando ho visto la vignetta della tipa che chatta con la suocera mi è preso un colpo! Sono io!

Ad esempio, la dichiarazione dei redditi è un passaggio di consegne tra me e sua madre: il 730 e l’ISEE capitano senza che lui ne sia coinvolto!

Adesso sono in sciopero, diciamo così…

Damiano ha detto che è stata una lettura diseducativa! 😛

 

Il maschio è inutile, Pievani, Taddia – recensione Femdom

IMG_20190827_215842.jpgPer chi non so sapesse, mi piacciono i saggi sull’etologia e l’evoluzione.

Finito “A cena con Darwin”, ho preso in prestito “Il maschio è inutile”, incuriosita dal fatto che Telmo Pievani avesse potuto scrivere un saggio femdom.

In natura sono spesso le femmine che scelgono i maschi con cui accoppiarsi, attraverso la selezione sessuale. In molti animali, poi, le femmine hanno imparato a fare tutto da sole: si clonano generando una schiera di individui geneticamente uguali a loro, oppure cambiano sesso all’occorrenza, giocando praticamente tutti i ruoli in base alle circostanze. In natura c’è davvero di tutto, la natura è arcobaleno: eterosessualità, omosessualità maschile e femminile (sulla quale però sappiamo ancora pochissimo), bisessualità, asessualità.”

Racconta quindi una serie di aneddoti naturalistici di esseri viventi di sesso maschile che vanno dal ridicolmente inutile al terribilmente molesto.

Fin qui interessante…

Peccato che l’altra metà del libro sia veramente superflua: imprese di sapiens maschi che si sono sottratti al loro destino biologico (di esseri inutili) dedicandosi chi alla scultura e chi al volontariato. Ma dai, davvero i maschi fanno anche cose buone?

 

 

Processo contro l’educazione sessuale – Trento 1976 – spunti dalle Teche Rai

Non ho la tv, ma mi piace la televisione. Mi piacciono molto i vecchi documentari delle Teche Rai che offrono spaccati sociologici dell’Italia in bianco e nero.

Consiglio vivamente la serie L’Amore in Italia, un’inchiesta in cinque puntate girate da Luigi Comencini ed andate in onda nel dicembre 1978 su Rai Uno.amore in italia comencini

Nell’ultimo episodio viene intervistato il giudice che portò a processo i bibliotecari del paesino di Cembra per aver messo a disposizione degli utenti l’Enciclopedia della vita sessuale per bambini, edita da Mondadori.

I reati contestati erano di pubblicazione oscena (528 c.p.), corruzione di minorenni mediante pubblicazioni oscene (art 15 l. 47/1948) e istigazione a delinquere (art. 414 c.p.: “per aver pubblicamente istigato i lettori della citata enciclopedia a commettere i delitti di atti osceni, di corruzione di minorenni e di procurato aborto, esaltandosi e raccomandandosi in detta opera il nudismo, invitandosi i genitori ad esibire di fronte ai figli le proprie nudità e alle donne a far uso di apparecchi, spiralette e simili, destinate a provocare l’aborto precoce”).

E insomma, la Giunta Provinciale trentina nel 2018 vietava i corsi Gender nelle scuole. La mentalità non è poi tanto cambiata.

Tornando agli anni ’70: tutti gli imputati vennero assolti con formula piena.

Di lì a poco sarebbe stata approvata la legge 194 sulla tutela della maternità e sull’interruzione di gravidanza.

Sembrava che i pazzi bigotti fossero stati sconfitti per sempre, ed invece i diritti e la libertà vanno difesi continuamente. Nessuna conquista è per sempre.

 

Un resoconto delle altre puntate qui.

 

Marina Abramović – il corpo e il sangue

marina abramovic femminismo corpo esperimenti performance

M. Abramovic by Jillian Tamaki

Di Arte io so poco. Marina Abramović però la conoscono tutti, di come ha sacrificato il proprio corpo come spazio di espressione artistica, anche attraverso il sangue e la violenza.

Non è dissimile da ciò che facciamo “noi” con il BDSM? Il corpo non è sacro ed inviolabile. E’ strumento di espressione e sperimentazione.

La performance che mi ha colpito di più è quella in cui l’artista è rimasta immobile per 6 ore durante le quali gli spettatori erano invitati ad usare liberamente su di lei 72 tra oggetti di piacere ed altri di distruzione.

Marina Abramović ricorda così le ultime due ore: “Mi sono sentita violentata, mi hanno tagliato i vestiti, mi hanno premuto spine di rose sull’addome. Ho persino avuto la pistola puntata alla testa“. Si dice che si fossero creati due gruppi, uno di aggressori e un altro a protezione dell’artista. Trovate un resoconto qui.

body performance Abramovic

Rhythm 0, Galleria Morra, Napoli, 1974

Non è solo l‘innegabile coraggio dell’artista a sconvolgermi, ma quanto sia stato facile indurre delle persone normali a seviziare un altro essere umano quando se n’è presentata l’occasione. Facciamoci poche illusioni: nessuno di noi è intrinsecamente buono.

Per approfondire il podcast biografico della serie Morgana di Michela Murgia. 

Per ridere invece consiglio il video dell’imitazione di Virginia Raffaele!