BBW NON CONTATTATEMI: grassofobia o gusti legittimi?

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FemDom Art by Aurè

Non sto curando molto il blog. Sono comunque piuttosto presente sui social, che controllo spesso nel caso in cui qualcuno mi chiedesse informazioni sul prossimo Peer Rope

Mi scrive un tizio che afferma di essere interessato al bondage. Controllo la sua provenienza e gli rispondo che abitiamo lontano, ma se vuole posso metterlo in contatto con persone della sua area.

In generale cerco di rispondere educatamente fornendo informazioni utili: magari il mio interlocutore non è uno scocciatore, ma solo un principiante impacciato. Lo siamo stati tutti!

Torno al suo profilo e leggo il resto: è nell’ambiente da oltre un decennio… e per ben due volte afferma, anche in lettere maiuscole, che le BBW non devono contattarlo.

Namio Harukawa - Mister Gutsy Post

Art by Namio Harukawa

Cerco su Google BBW=Big Beautiful Woman! Il tizio che mi scrive è un grassofobo!

Mi sono arrabbiata. Ma che ne sa questo che non sono anch’io UNA CICCIONA? Ho superato i 70 kg (per ora), magra non sono! Non avrei dovuto rispondergli!

Per quanto possa comprendere che legittimamente ad un uomo possano piacere le ragazze magre ed in forma, ma è tollerabile scriverlo così sul proprio profilo??

Sarebbe tanto diverso dire: contattatemi solo se caucasici??

Beh, non so darmi una risposta. Ma se lui può dire alle CICCIONE di stargli alla larga, io allora posso bloccarlo!

 

Reblog – quel cornuto del mio moroso

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Il suo punto di vista:

E’ molto difficile da spiegare a parole. E’ una fantasia molto comune quella di condividere la propria donna, una forma masochistica, l’orgoglio di avere una donna desiderata, l’emozione di una trasgressione forte. Chi pensa che sia dovuto alla mancanza di gelosia si sbaglia, e molto! Vederla godere con un altro, pensare che lui sia meglio di te, che la faccia godere di più, la paura di scoprire di non essere poi così adeguato per la propria donna. E’ un pugno nello stomaco, una sensazione terribile! Eppure nello stesso momento condividi il suo piacere, il suo perdere freni inibitori, e lasciarsi andare a un piacere intenso e selvaggio.
Però tu, amore mio, quando mi cerchi con quello sguardo colmo di piacere, pretendendo giustamente che ti stia vicino, che ti coccoli, che ti dia tutta la mia tenerezza, quella tenerezza che chi ti sta sbattendo non ti dà, tu amore mio mi sciogli il cuore.

La Cavia

Mala tempora currunt: attivisti gender-blind ed insulti alla Boldrini

Laura BoldriniOgni tanto litigo con qualcuno perché attacca Laura Boldrini. Io non sono boldriniana, la conosco per quello che leggo sui giornali, probabilmente siamo femministe in modo diverso. Trovo in ogni caso condivisibili le sue battaglie. Mi sta particolarmente a cuore la tematica del sessismo della lingua italiana. Ovviamente ascoltare lei sul tema delle migrazioni è una boccata di ossigeno contro la soffocante retorica dell’odio.

In questo clima velenoso, mi sono avvicinata a gruppi di attivisti pacifisti ed antirazzisti.

Ma anche in questa bolla fatta di gente di sinistra, liberale e pacifista c’è chi odia la Boldrini. Un’attivista ha commentato il video in cui la deputata chiede la liberazione delle donne trattenute sulla nave Diciotti, come una discriminazione contro gli uomini.

Fermo restando che non tollero il linguaggio tossico degli insulti alla persona, comunque mi ferisce questa affermazione che mostra zero consapevolezza delle questioni di genere.

Io capisco le buone intenzioni dietro questa affermazione: se si ritiene che uomini e donne siano uguali devono godere di identici diritti e doveri. Gender blind definition

Purtroppo si tratta di un approccio ingenuo e gender-blind (clicka per ingrandire).

Sì, in un mondo ideale essere maschi o femmine, gay, cis o trans dovrebbe essere indifferente; dire avvocato o avvocata sarebbe indifferente;  le quote rosa non servirebbero ed i congedi paternità sarebbero lunghi come quelli materni.

A noi occidentali privilegiati può non sembrare, ma nei contesti di guerra e sulle rotte dei trafficanti di esseri umani, essere uomini o donne non è uguale. Nel nostro caso specifico, TUTTE le donne a bordo della Diciotti sono state violentate nei centri di detenzione libici.

Certo, i vissuti individuali possono variare. Anche i maschi possono essere violentati, esistono le aguzzine femmine, a volte le mogli uccidono i mariti. Il mondo è vario e complesso.
Questo però non deve indurci alla cecità nei confronti delle dinamiche di genere.