Il Pride è troppo moderato per me

Airbnb Pride rainbow capitalism poverty revolution

Quest’anno ho partecipato per la prima volta a delle sfilate del Pride, prima a Trento e poi a Dublino.

È stato molto emozionante, ero quasi commossa all’idea che stavamo partecipando a una specie di rivoluzione culturale. Le lotte civili partono da qui, mi ero detta.

Però ho visto gente di destra al corteo di Trento e una marea incredibile di sponsor commerciali che sfilavano in Irlanda. Particolarmente stridente lo striscione con il logo arcobaleno  di Airbnb, che fa pinkwashing mentre la gendrificazione ed il numero di senza tetto ha assunto proporzioni spaventose!

Mi sono domandata quali siano i valori condivisi dai partecipanti.

Probabilmente qualcuno è contrario alle adozioni gay e gravidanza surrogata, reputa il BDSM una degenerazione, sicuramente qualcuno si dichiara nemico di sex workers e trans.

I vertici di Arcilesbica italia si allineano su queste posizioni.

E le istanze sociali, il welfare, le politiche di inclusione, l’educazione pubblica e laica?

Oppure ci basta affermare che i borghesi privilegiati possono scoparsi chi vogliono. Questo diritto è davvero già acquisito, come molti detrattori ci tengono a sottolineare. Comunque non mi pare un granché come ideale.

Non ci può essere libertà individuale senza equità sociale. I diritti sono di tutti, universali, altrimenti sono privilegi.

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Ho vinto la riffa di Bondatrix

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Oggi pomeriggio sono andata al Making an impact di Vicky di Bondatrix a Dublino.

Mi aspettavo un workshop più lungo, ma in fin dei conti c’è poco da raccontare su manette in cuoio, paddle e cane…

Mi sembrava più una dimostrazione della tupperware, anche se eravamo nel dungeon di un pub irlandese. L’obiettivo era vendere.

Però è decisamente meglio provare degli strumenti prima di comprarli. Nonostante il costo di ammissione, il prezzo degli articoli era onesto e sono contenta dei miei acquisti.

Inoltre ho anche vinto il secondo dei due premi in palio: un paio di clip per capezzoli.

Alla fine un ragazzo ha tirato fuori delle corde di juta e l’ho immobilizzato ad una sedia prima di provare il mio nuovo cane sulla parte interna delle sue cosce. Una mezza scena mentre i gestori sbaraccavano il locale.

Non molto appropriato forse, ma divertente!

Bologna Project – Open Air Dungeon Party – Bondage in piscina – Recensione

 

 

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Riprendo a disegnare dopo mesi di fermo. Ho usato tablet e dito indice con unghiaccia lunghissima! Volevo usare la mia penna superfiga, ma la pila aaaa ci si è sciolta dentro, per dire da quanto non la usavo.

Dopo un anno di latitanza, sono stata all’evento Special Summer Edition Play Party del (BDSM) Bologna Project!

Nuova location con più piscine, più SPA, più buffet e più gente che pomicia in giro… per un costo di ingresso davvero accessibile!

Cosa si può volere di più da un play party? Due giorni di play party! Il prossimo evento durerà tutto il weekend ed avrà Gorgone come special guest. Ecco l’evento su facebook.

Io purtroppo sarò all’estero in quel periodo e già sto rosicando.

Ho chiesto a Damiano cosa gli era piaciuto di più: il pedalò. A me invece è piaciuto il cibo gratis, gli ho detto.

Non è vero in realtà. Il clima sereno che ho percepito mi ha dato il coraggio per lasciare le redini, giocare da bottom e chiedere di essere coccolata: la frusta di Adam Kay, le corde di Kink Adam con sottofondo i Manowar e il tafferuglio in piscina con Damiano (vedasi illustrazione).

Il bondage in piscina per me rappresenta davvero una grossa attrattiva: mi piace l’elemento, mi sento al sicuro e confortevole anche quando sono completamente immersa.

Tanti cuoricini e riconoscenza!