La Cavia

 L’ho incontrato in chat, la prima persona ad avermi contattato. Gli avevo detto che volevo SOLO legarlo e fare qualche foto, niente sesso, nessun obbligo. Lui ha detto che gli andava bene. Così la prima sera, col manuale alla mano, ho fatto e disfatto nodi fino alle 2 di notte.

Io mi sono divertita, ma immaginavo che lui si fosse rotto il cazzo visto che non era riuscito neppure a sfilarsi i jeans! Davvero si accontentava di essere soltanto La Cavia, un oggetto, uno strumento per il mio piacere feticistico di provare e riprovare le legature?

Pare di sì, difatti c’è stato un secondo incontro. L’ho invitato a spogliarsi completamente. E’ stato bravo e paziente anche questa volta, senza pretendere nulla in cambio della sua disponibilità. Solo alla fine, dopo una legatura nuova un po’ più costrittiva -seduto a piedi incrociati, la nuca legata alle caviglie- ho notato un minimo di eccitazione.

Il terzo incontro ho voluto fare solo legature di questo tipo, visto che gli piacevano. Intanto chiacchieravamo del più e del meno come davanti ad una birra al pub. E’ venuta fuori la questione della cera calda: mai provata, lui non è masochista e non gli piace il dolore.

Ed io che mi ero immaginata mille scenari per quella sera, alla cera non avevo pensato! L’ho lasciato legato a terra e sono corsa a prendere una candela – un souvenir del matrimonio di un’amica con la quale mi accendo le sigarette quando non trovo l’accendino-

Lui non vuole, ma ridacchia; io invece sono superapprensiva: “se non vuoi non lo faccio” “posso rifiutarmi?” “ovvio!” … ma non dice di no!  Lo voleva eccome!

Io per indole non sarei in grado di fare del male ad una mosca, per cui ho provato prima la cera su di me e solo dopo aver appurato che era più che tollerabile “va beh, ce la puoi fare” l’ho versata su di lui.

I giorni dopo però questa scena me la sono immaginata diversa nelle mie fantasie: mentre lui era legato a terra, io a cavalcioni su di lui, mi sfilavo il vestito… e la cera me la versavo da sola sul seno! AAAHHHHhhh…     -Che godimento! Che Mistress de merda!-

E’ chiaro che il ruolo da dominatrice non mi è naturale. Ma voglio impegnarmi e provare: fa parte del mio processo di apprendimento.

Visto che La Cavia era stata molto brava e paziente, e mi aveva assecondato in questo esperimento sul dolore, ho voluto ricompensarla.

Mi sono seduta sulle sue gambe, appena sotto il pene e l’ho masturbato immaginando in realtà di essere io a farmi una sega su di lui ed alla fine eiaculargli addosso. Quando lui è venuto mi è uscito inavvertitamente un gemito. Lui invece ha proprio urlato ed io ho pensato che la stanza delle torture andrebbe insonorizzata.

Roba semplice, ma io mi sono eccitata da morire!