Riflessioni sulla sicurezza negli incontri online – un’esperienza personale

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Di recente ho sollevato una discussione riguardo cosa fare quando, in contesto virtuale, ci si imbatte in utenti dai modi predatori.

In particolare mi riferivo ad un’esperienza vissuta in prima persona poco dopo aver aperto il mio account Fetlife.

Appurato che ero una donna single e senza esperienza, due master mi hanno fatto pressione incrociata affinché accettassi di incontrare da sola uno dei due in un B&B a 100 km da casa mia.

Ovviamente ho risposto no.

Alcune persone mi hanno fatto notare che non sono stati commessi reati e non posso provare che le persone in questione avessero davvero cattive intenzioni. Concordo.

Oggettivamente però un incontro al buio di questo tipo è rischioso. Quei due cercavano di convincermi che era una irripetibile opportunità di conoscere un master di grande esperienza e che non avevo motivo di preoccuparmi. Mi stavano frodando.

Passatemi questa similitudine, seppur esagerata: è come se un signore avesse offerto un passaggio ad un bambino e questi avesse rifiutato. Il bambino sta bene e nessuno può dimostrare che l’altro fosse un malintenzionato.
Allora tutto ok? Per niente! E’ stato proposto ad un bambino di mettersi in una situazione di vulnerabilità. Questo è di per sé sbagliato.

Noi siamo adulti, non siamo bambini. A qualcuno di noi sarà anche capitato di incontrarsi direttamente in hotel, scopare e arrivederci! Se c’è consapevolezza dei rischi e consensualità, perché no?
Non è invece ammissibile quando una delle parti cerchi di convincere l’altra che si tratta di una situazione sicura.
Perchè non è così. Il consenso è valido solo se informato. Altrimenti è abuso.

La mia posizione è che, anche se non si commettono reati, è sbagliato indurre con l’inganno una persona ad assumere comportamenti potenzialmente rischiosi per la propria incolumità.

Cosa posso materialmente fare ora che ho assunto questa posizione?

Niente contro le persone che ai miei occhi sono predatori. Posso sensibilizzare però sull’argomento della sicurezza le persone che frequento dal vivo o nei gruppi di discussione online.

Una prima risorsa è certamente l’articolo, in inglese, “10 consigli per la sottomessa novizia, single ed eterosessuale” di J. Wiseman. Per gli iscritti a Legami, è disponibile una traduzione in italiano a questo link.

Creepy messages on Fetlife

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Fin dall’esordio di Agata Grop, nel 2013, vengo periodicamente contattata da questo personaggio.

Ho risposto talvolta ai suoi messaggi, ma non l’ho mai voluto incontrare perché era sempre un po’ aggressivo, volgare o genericamente inquietante. Ovviamente non è uno che frequenta i munch. Mi ha sempre offerto incontri per scopare, e basta.

Cosa fa di fronte ai miei ulteriori recenti rifiuti?

Si rivolge al mio partner per ottenere da lui un consenso, e ottenere me con l’inganno.

Non è uno che tiene in gran conto la cultura del consenso.

Per questa persona il mio NO non ha valore.

Probabilmente non ha valore neppure il NO delle altre persone.

Volete rischiare di incontrare una persona così?

La natura delle donne e il sesso di gruppo

La vicenda della Ragazza della Fortezza mi tocca da vicino.

Bisessuale, attivista femminista, abbigliamento alternativo, performer di bodyart. Queste cose hanno influito sulla decisione del tribunale di assolvere i presunti stupratori? E se capitasse a me? Ho un blog erotico, faccio bondage, ho posato per delle foto di nudo. Non avrei speranza!

In generale, che una ragazza abbia bevuto non dovrebbe essere considerata un’aggravante piuttosto che un’attenuante rispetto al comportamento dei presunti aggressori? Non si dovrebbe sempre accertare la consensualità esplicita dei partner sessuali? Una persona ubriaca non può essere in alcun modo consenziente!

Provo sempre profonda angoscia nel leggere i commenti dei lettori degli articoli sull’argomento. Lo slut shaming da un lato, dall’altro il sessismo vittimista di chi sovradetermina le persone in base a stereotipi di genere quantomeno fiabeschi!

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Cosa significa che una donna di 23 anni non può aver fatto sesso con sei uomini perchè ciò va contro l’intrinseca natura delle donne?! I cretini dicono le peggio stronzate, aggiungono “è così per natura” e le ritengono inoppugrabili!

Invece le donne, per natura, non sono altro che persone, ovvero esseri senzienti che possono decidere in autonomia riguardo la propria vita sessuale.

Secondo l’autore o l’autrice del commento la colpa dei presunti stupratori sarebbe stata quella di aver “travisato” le intenzioni della ragazza, attribuendo dei desideri tipicamente da maschio ad una femmina! Non lo sapevano loro che la delicata natura delle femmine aborre il sesso di gruppo?! Eppure è risaputo!

La sua conclusione è quindi che la sentenza di assoluzione è ingiusta perchè tramette il messaggio aberrante che una donna possa acconsentire ad avere un rapporto sessuale di gruppo!

Questo ragionamento sminuisce tutto il genere umano! Veramente non mi sembra bello far passare l’idea che gli uomini, per natura, siano dei selvaggi depravati e un po’ sempliciotti.

Non mi piace parlare di uomini e donne! Diciamo una persona…

Una persona può scoparsi 99 partner diversi e dire di no al centesimo. Se questo centesimo le mette comunque le mani addosso, allora è stupro. #nessunascusa.

#Bdsm: volevo smettere ma lui non ha capito!

Secondo me il fondamento della pratica bdsm deve essere la consensualità e l’assunzione di responsabilità da entrambe le parti. Il bottom deve poter comunicare al partner situazioni di disagio e la volontà di interrompere la pratica. Sarebbe meglio controllare di poter pronunciare la safeword o eseguire chiaramente il gesto concordato prima di iniziare qualsiasi cosa. Probabilmente la coppia non aveva fatto questo controllo, proprio perché ormai troppo sicuri di sé per aver fatto questo gioco tante volte. Poi ci sono i bottom che partono per il subspace e non comunicano più. Mi spaventano da morire.

Al di là del Buco

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Conosco mio marito da venti anni. Siamo sposati da dieci e, da tre, pratichiamo (appagati e divertiti) sesso bdsm. Abbiamo un lavoro e mezzo in due, una coppia di pargoli vivaci, una casa e un pappagallo.

Circa un mese fa, è successa una cosa che non sarebbe dovuta succedere.

I bambini vengono invitati a dormire a casa di amichetti e noi, quasi increduli che ci sia stata concessa una notte da soli senza elemosinarla ai nonni, ci prepariamo per i nostri giochi sessuali.

Come mi vuoi? – gli chiedo

Vestita di rosso, con i tacchi di metallo, niente mutande, cerchioni di argento alle orecchie, truccata pesantemente – risponde

Ok – e mi preparo.

Mi sentivo strana quel giorno, forse i primi caldi, il ciclo mestruale in arrivo, la cronica carenza di sonno. Ne avevo voglia, ma mi sentivo anche stanca, un po’ malinconica e appesantita. Non volevo però perdere quell’occasione…

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