L’ora dei conti

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Il periodo di confino è quasi concluso. Non so ancora cosa ne sarà di me l’anno prossimo e cerco di non pensarci.

E’ stata durissima, peggio di quando mi aspettassi! Ma poteva essere disastroso, e non lo è stato. Sono sopravvissuta.

Stasera ho fatto un calcolo approssimativo di quanto ho speso in biglietti aerei e del treno da settembre scorso. Siamo intorno ai 2500 euro, almeno.

Ma va bene così, potevo anche non avere i sabati liberi, poteva non esserci l’aeroporto vicino casa…

Pink brick path

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Ieri notte ho sognato che volevo andare in un posto. Mi incamminavo nella giusta direzione, ma incontravo via via degli ostacoli.

Prima incontro mia sorella. Fa leva sull’affetto che nutro per lei per convincermi a farmarmi e farle compagnia. Nonostante i sensi di colpa, vado avanti.

Poi una collega inizia a camminare accanto a me. Lei però vuole fare una deviazione per visitare un posto che io già conosco, e poi non è lì che voglio andare! Nonostante il senso del dovere, anche in questo caso riesco ad allontanarmi e riprendere il viaggio verso la mia meta.

Mi sono svegliata con l’ansia dei legami, delle responsabilità, delle trappole, che mi rallentano ed impediscono di andare dove voglio andare e realizzarmi.

La faccio troppo lunga, forse. Mi lamento sempre!

Ma sono molto stanca e non ne posso più di questa situazione. Finirà, lo so. Finirà.

Vacanza inaspettata

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Per una serie di fortunate coincidenze, ho potuto prendere un’intera settimana di ferie al lavoro. Ho così trascorso un bel po’ di giorni in Trentino.
Lo scorso weekend c’è stato il workshop con Andrea Ropes, questo con Maestro BD.
Approfittando della loro presenza in città, siamo riusciti ad organizzare un peer rope sia sabato 7 che ieri.

E poi la settimana a casa col mio amore: vita familiare.
Mi è piaciuto accompagnarlo al lavoro e andarlo a riprendere. Guardare le serie tv, mummificarci a vicenda… Cose normali!

È un sollievo pensare che siamo a metà maggio e che ormai manca poco allo scadere del mio anno di confino… Ma mi fa orrore pensare a quanto tempo ho sprecato a stare dove non voglio stare. Ancora non so se ne è valsa la pena!

Tempus fugit

clockE’ vero che il tempo sta trascorrendo in fretta, come mi avevano predetto.

Sono indaffarata, lavoro tanto, sono sempre in auto…

Cavia dice che gli manco. C’erano spazi e riti condivisi a cui eravamo abituati e affezionati ed in cui ora manco, appunto: le cene insieme, le passeggiate, il letto… Manco agli amici, vicini e colleghi. C’ero, ed ora sono altrove.

Io invece non sento nulla. Dovrei provare qualcosa: tristezza, nostalgia, mancanza… Immaginavo che quando sarei tornata per i weekend mi sarei commossa ed emozionata. Invece mi trovo a domandarmi inebetita ed incredula come sia possibile che soli due mesi fa abitassi lì. Non sento di mancare. È più come se non ci avessi mai vissuto e non me ne fossi mai andata. Cancellata.

Sono sospesa. Ho interrotto la mia vita. Sto vivendo quella di un’altra persona. Io non sono io e quello che succede non succede a me. Ed è per questo che non sento nulla.

In ogni caso, il secondo mese è trascorso.