Messaggistica kink – non rispondete ad una domanda con un’altra domanda

Avevo già condiviso questo articolo su facebook, ma ripropongo anche qui il link alla Guida sincera a come trovare la dominatrice che sogni di Ayzad.

Vorrei aggiungere un consiglio.

Se capita che una femmina vi risponda e lei vi chieda di raccontarle qualcosa di voi (dato che sul vostro profilo non ci sono foto e non c’è scritto niente)

NON RISPONDETE “COSA VUOI SAPERE DI ME?”

Perché la verità è che non gliene frega un cazzo, siete già fortunati che v’ha risposto…

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Creepy messages on Fetlife

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Fin dall’esordio di Agata Grop, nel 2013, vengo periodicamente contattata da questo personaggio.

Ho risposto talvolta ai suoi messaggi, ma non l’ho mai voluto incontrare perché era sempre un po’ aggressivo, volgare o genericamente inquietante. Ovviamente non è uno che frequenta i munch. Mi ha sempre offerto incontri per scopare, e basta.

Cosa fa di fronte ai miei ulteriori recenti rifiuti?

Si rivolge al mio partner per ottenere da lui un consenso, e ottenere me con l’inganno.

Non è uno che tiene in gran conto la cultura del consenso.

Per questa persona il mio NO non ha valore.

Probabilmente non ha valore neppure il NO delle altre persone.

Volete rischiare di incontrare una persona così?

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Kink lifestyle – alcune riflessioni personali

31 agosto, fine dell’estate. Dopo questo periodo turbolento in cui ho viaggiato e mi sono confrontata con tante persone, ho bisogno di tirare un po’ le somme riguardo l’essere kink ed il relativo stile di vita.

Sono arrivata ad alcune conclusioni:

  • Il BDSM, come manifestazione della mia sessualità, è importante, ma deve rimanere un ambito circoscritto della mia vita. E’ un po’ come un hobby: mi fa stare bene, mi permette di conoscere persone simili a me, ma non voglio che assorba tutto il mio tempo e tutte le mie energie. Il tempo e le energie sono risorse limitate e bisogna saperle dosare tra il gioco e la realtà. Il BDSM non è la vita vera.
  • Agata Grop è un personaggio di finzione, una rappresentazione giocosa e allegra di certi aspetti di me, ma che non mi rappresenta nella mia interezza.
  • La comunità kink in senso lato, ammesso che esista, adotta di principio norme di comportamento diverse da quelle imposte dalla società. Questo comporta innegabili vantaggi, come il superamento dei ruoli di genere, binarismo, discriminazione in base all’orientamento, accettazione di configurazioni relazionali e familiari alternative… Ciò rappresenta però anche un grosso svantaggio perché deregolamentare le interazioni sociali conduce molti individui a comportanti scorretti, superficiali e talvolta prevaricanti (io dico non normali). E se non ci sono parametri di riferimento, da queste azioni è anche difficile difendersi.
  • Delle tante persone che ho conosciuto in questi anni, pochissime posso considerarle amiche. Sono amiche le persone che si sono comportate con me in modo corretto (normale) ed a cui interessa come sto. Per quanto riguarda gli altri, è meglio che mi stiano alla larga.
  • In questo momento ho bisogno di persone e relazioni autentiche e di dedicare le mie energie a qualcosa di concreto.

Per chi leggerà magari sembreranno cose ovvie a cui potevo arrivare prima. Ci sono persone maleducate anche fuori dal mondo kink del resto. Però io di questa riflessione avevo bisogno.