Buongiorno

Stamattina ho dormito fino a tardi. Mi sono svegliata ricordando bene le immagini di un sogno erotico.

Prendo il cellulare. C’è un messaggio della Cavia che mi augura buongiorno. Inizio subito a raccontargli:

Ho sognato che ieri, dopo allenamento, andavo al bar con i ragazzi della palestra. Nel locale c’era una festa sadomaso! Era un bar normale, ma tra i clienti c’erano alcuni kinkster che conoscevo e salutavo. Così ho anche dovuto spiegare ai miei compagni come mai conoscessi quelle persone. Faccio un giro per vedere come avevano allestito il posto. Nel retro c’è una saletta vuota, un po’ da sistemare. Penso sarebbe adatta per i nostri peer rope, così vado a cercare il proprietario per parlargli.

Poi, non ricordo come, mi trovo in bagno con un omone…

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Ricordo che eravamo davanti ad uno specchio, che mi sovrastava, era delicato ma forte, molto piacevole. Alla fine lui viene strofinando il cazzo tra le mie cosce chiuse, appena sotto la figa. Ricordo l’immagine dello sperma denso che mi scorre lungo l’interno delle gambe. Soddisfatti, ci buttiamo seduti da qualche parte e ci baciamo per la prima volta. In quel momento mi rattristo: non mi piace quel bacio, non mi è familiare, non è la mia Cavia!

Ho provato senso di mancanza. Nel sogno ragionavo tra me e me che lui era lontano e solo per questo avevo fatto sesso con un altro!

Mano morta

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A me s’è dipinto un sorriso cattivo in faccia, pensavo alla libertà che si stava prendendo, nonostante avessimo avuto più di un diverbio. Io sono piuttosto rude e se mi stai simpatico o antipatico non è cosa che fraintendi facilmente. Mi sono offerta di legarlo perchè me ne aveva fatto esplicita richiesta e mi era parso scortese rifiutare. Ciò non equivale ad esprimere un consenso alle palpatine di genitali.

Facevo le mie considerazioni mentre scioglievo, sono diventata più rozza nei movimenti. Gli ho stretto la corda intorno al collo, intimidatoria. Sono stata tentata di bisbigliargli: la smetti di palparmi la figa? Ma c’erano persone che guardavano e che avrebbero sentito. L’avrei detto ridendo, ma ero incazzata e non ero sicura del tono che avrebbe avuto la mia voce. Non volevo rovinare l’atmosfera, confermare la fama che sono una persona sgarbata o ostile.

Voi direte che in una sessione di bondage c’è una forte componente erotica che può averlo indotto a pensare che la cosa era gradita da parte mia. E questo certamente è vero. Però io rimango dell’idea che la consensualità va espressa esplicitamente e scambiare la gentilezza con disponibilità sessuale è quantomeno ingenuo.

Insomma, il fatto che io pratichi bondage non vuol dire che mi puoi toccare la figa senza permesso!