Menage a trois con una gattina

bondage kitten tied up

Lo scorso fine settimana io e la Cavia abbiamo ricevuto la visita di una nostra amica.
Dopo cena abbiamo fatto corde.

Ne avevamo parlato tante volte, ma non era ancora mai capitato di fare una sessione “seria” in cui fossimo entrambi top.
La cosa si è sviluppata con naturalezza.

Io ho iniziato a legare lei, lui guardava… Una semisospensione con i capelli legati e la vita molto stretta. Poi lui si è inserito con qualche piccola tortura.

Gli ho chiesto di schiaffeggiarla. Sentivo che ci stava bene qualche ceffone, credevo che le sarebbe piaciuto. A me in quella circostanza sarebbe piaciuto… Ma non ho avuto il coraggio! Ho chiesto a lui di farlo.

Io non ce la faccio a picchiare i gattini! Preferisco coccolarli! Mi piace quest’idea di far fare a lui il lavoro sporco.

E certo che legare una ragazza fresca e delicata è tutta un’altra cosa…

Cronaca di un tradimento

Cronaca di un tradimento

La casa era vuota quando rientrai, evidentemente era fuori per qualche commissione.
Dopo essermi tolto le scarpe e la tuta da lavoro andai in camera per sdraiarmi un attimo, ma rimasi sorpreso dal trovare il letto sfatto, con le coperte ammucchiate in fondo.
Era strano, ma mi ci soffermai poco, perché notai immediatamente una bustina di un preservativo aperto sul mio comodino, di una marca diversa da quella che avevamo in casa. Lentamente feci scorrere lo sguardo per tutta la stanza, e trovai sulla cassettiera un’altra bustina intatta. A questo punto, per dissipare qualsiasi dubbio andai in bagno, e dentro al cestino trovai la prova definitiva: un preservativo usato e pieno, avvolto nella carta. Non mi restava che attendere.

Quando rientrò era al telefono, ma rimase sorpresa di trovarmi in mezzo al corridoio ad aspettarla, il mio sguardo torvo la convinse a concludere la telefonata rapidamente. Mi avvicinai a lei.

-Ciao!!- mi salutò allegra.
-Sì, ciao. Vieni un po’ con me!- le risposi.
La vidi agitarsi immediatamente. La condussi in camera facendola entrare per prima, poi la presi per la parte posteriore del collo.
-Quello cos’è?- le chiesi girandole la testa e indicando la confezione aperta sul mio comodino.
-No, guarda, mi sono dimenticata…-
La interruppi strattonandola -Cos’è?- incalzai urlando. Sul suo volto si era dipinto il panico. La gettai sul letto, bloccandola col mio corpo.
-Allora?- le urlai in faccia.
-Pensavo di aver buttato tutto! L’ho usato per un sex toy, per mastu…-
Spam! Il mio schiaffo la colpì in pieno volto.
-Puttana! Non mi raccontare stronzate!-
Spam!
-Ma no, davvero…- cercò di difendersi.
Spam!
-Dimmi la verità! Chi è venuto qui?- le urlai ancora.
-Non io, accidenti!- mi rispose.
Mi fermai a guardarla e mi misi a ridere. Anche lei si mise a ridere un attimo dopo di me.
-Vabbè! Con questa hai vinto tutto!- le dissi baciandola.
-Eh! Lo so che vorresti sentirmi dire che mi ha sbattuta come mi merito!- mi rispose -ma la verità è che neanche me ne sono accorta!-.
-Ma come? Prometteva così bene, con quella dotazione!-.
-E insomma, che devo dirti? Quando me l’ha leccata era tutto delicatino, e pi pi pi, sembrava un pulcino!!-.
Stavo ridendo di gusto.
-E poi quando me lo ha messo dentro quasi non ho sentito niente all’inizio! E quando ho iniziato a sentire, porca miseria, lui era già venuto!-. Ma mentre lo diceva stava ridendo anche lei. -Lui era tutto convinto, eh! Ma io gli ho detto che non si fa così, facendogli anche segno col dito!- e mentre lo diceva ripeteva il gesto e l’espressione, facendomi ridere alle lacrime.
Ci abbracciammo, ridendo e baciandoci.
-Mi spiace amore! Mi sa che mi tocca sbatterti!- le dissi cercando di consolarla, mentre le slacciavo i pantaloncini.
-Eh sì, ti tocca!-.
Mentre mi abbassavo tra le sue cosce la guardai e le dissi: -Poi vedremo di cercarne un altro valido!-.
-Ma io mi scoccio!- mi rispose spingendomi giù la testa.

La Cavia

Quel cornuto del mio moroso

Il suo punto di vista:

E’ molto difficile da spiegare a parole. E’ una fantasia molto comune quella di condividere la propria donna, una forma masochistica, l’orgoglio di avere una donna desiderata, l’emozione di una trasgressione forte. Chi pensa che sia dovuto alla mancanza di gelosia si sbaglia, e molto! Vederla godere con un altro, pensare che lui sia meglio di te, che la faccia godere di più, la paura di scoprire di non essere poi così adeguato per la propria donna. E’ un pugno nello stomaco, una sensazione terribile! Eppure nello stesso momento condividi il suo piacere, il suo perdere freni inibitori, e lasciarsi andare a un piacere intenso e selvaggio.
Però tu, amore mio, quando mi cerchi con quello sguardo colmo di piacere, pretendendo giustamente che ti stia vicino, che ti coccoli, che ti dia tutta la mia tenerezza, quella tenerezza che chi ti sta sbattendo non ti dà, tu amore mio mi sciogli il cuore.

La Cavia

Tranquillità

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Chiacchieravo del più e del meno con uno dei ragazzi della palestra

– Parti questo weekend?

– Vado a Roma – rispondo. – Ad un corso di bondage – evito di aggiungerlo. Vado di verità parziali: – Mi vedo con un amico dei tempi del liceo che vive lì.

– Io non ti farei andare.

Avrò fatto la faccia da triglia attusa, non capivo. Poi ho capito.

Se lui fosse stato il mio ragazzo non mi ci avrebbe fatta andare! Che terronata!

Evito di dire che tanto l’amico in questione è gay perchè suonerebbe una giustificazione. Meglio evitare di parlare di omosessualità in ogni caso. Avrei voluto rispondere che non avevo mai pensato di dover chiedere l’autorizzazione al mio uomo, ma non volevo che suonasse come un rimprovero. Tutte le battute sul fatto che se mi trovo un amante sotto sotto lui è pure contento me le rimangio…

Quindi ci metto circa 30 secondi per formulare una diplomatica risposta vanilla adatta al contesto retrogrado del Sud, che non suoni come un insulto e che non mi faccia sembrare ulteriormente ritardata:

– No, ma lui è tranquillo… anche io sono tranquilla…

– Ah, va bene…