Diritto all’autorappresentazione

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Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure da parte dei membri della comunità BDSM.

Ps – cercherò di evitare in futuro di parlare di comunità BDSM perché questa entità non esiste e comunque non si fa portatrice di un sistema di valori condivisibile.

Se tolleravo gente pontificare sul modo giusto e sbagliato di dire e fare le cose, andavo in chiesa.

 

Buona festa delle principesse

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Vero annuncio da La Gabbia

Ieri su fetlife ho partecipato ad una discussione sul “post femminismo”.

Qualche donna affermava, riassumendo, che le post-femministe sono sciacquette con le tette di fuori, odiano i bambini e vogliono dare l’utero in affitto ai gay privilegiati.

Qualche uomo rilanciava che il movimento aveva senso negli anni ’70, ma ora che le donne hanno ottenuto tutto quello che era possibile ottenere, protestare non ha più alcun senso.

Non so questi dove vivano…

Molti pensano che chi fa BDSM debba aver per forza maturato una certa sensibilità riguardo la tematica delle discriminazioni. Ma dall’osservazione della realtà, non è così.

C’è un sacco di gente superficiale o coscientemente misogina, razzista, aggressiva…

Per chi interessasse, su Netflix c’è un piacevole documentario sulla storia del movimento femminista in America She’s beautiful when she’s angry.

Io mi ritengo femminista (intersezionale) in quanto desidero un mondo in cui tutte le persone possano realizzarsi completamente e liberamente come individui senza discriminazioni di genere, etnia e situazione economica. Quindi non per le donne, ma per tutti. 

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