Ma cos’è questo MUNCH??

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È una domanda che mi viene posta continuamente in privato.

Non do lezioni private. Suggerisco invece di aprire un thread sul gruppo fetlife in modo che possano ricevere altre risposte oltre la mia. In quel modo tanti altri utenti con la stessa curiosità avrebbero potuto trovare le informazioni che cercavano. Nessuno l’ha mai fatto.

Se non fossero stati pigri in prima istanza, avrebbero fatto una ricerca sul web e sarebbero arrivati all’apposita pagina di Wikipedia. Alla fine ho aperto io il thread.

Il munch è un termine in uso sulla scena internazionale per designare un appuntamento informale tra appassionati di BDSM. In genere ci si vede in un locale pubblico, bar o pub, ci si veste in abiti casual, si consuma insieme una bibita o aperitivo.

È un’ottima occasione per conoscere dal vivo gli altri utenti del gruppo in piena sicurezza.

Si chiacchiera del più e del meno, o di esperienze e aspirazioni. Si ascolta quello che gli altri hanno da dire! Si impara un sacco, sempre.

I vantaggi miei personali e per i quali sono una fan dei munch:

  • Ho poco tempo libero: è l’occasione per incontrare molti miei amici nella stessa serata.
  • Ho poco tempo libero: è l’occasione per incontrare dal vivo le persone che in privato mi chiedono di conoscerci.
  • Vengono fuori nuove idee che si svilupperanno in sessioni private, serate tra amici o incontri pubblici. Da fare con le persone che ho conosciuto ai munch.

Ovviamente si può vivere anche senza partecipare agli eventi del gruppo. Molti vivono il BDSM solo in privato ed è una scelta legittima. Non è il modo in cui lo vivo io. Se quello è il vostro modo, allora non ci incontreremo mai.

P.S. Il munch viene organizzato da me o Mastro tramite fetlife, sul gruppo che amministriamo. Se siete interessati a partecipare, quindi, dovete creare un account su fetlife ed entrare nel gruppo. E’ impossibile pretendere che mandi messaggi privati a ciascuno di voi singolarmente, ognuno su un social diverso. Anche questo non succederà mai.

Riflessioni sulla sicurezza negli incontri online – un’esperienza personale

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Di recente ho sollevato una discussione riguardo cosa fare quando, in contesto virtuale, ci si imbatte in utenti dai modi predatori.

In particolare mi riferivo ad un’esperienza vissuta in prima persona poco dopo aver aperto il mio account Fetlife.

Appurato che ero una donna single e senza esperienza, due master mi hanno fatto pressione incrociata affinché accettassi di incontrare da sola uno dei due in un B&B a 100 km da casa mia.

Ovviamente ho risposto no.

Alcune persone mi hanno fatto notare che non sono stati commessi reati e non posso provare che le persone in questione avessero davvero cattive intenzioni. Concordo.

Oggettivamente però un incontro al buio di questo tipo è rischioso. Quei due cercavano di convincermi che era una irripetibile opportunità di conoscere un master di grande esperienza e che non avevo motivo di preoccuparmi. Mi stavano frodando.

Passatemi questa similitudine, seppur esagerata: è come se un signore avesse offerto un passaggio ad un bambino e questi avesse rifiutato. Il bambino sta bene e nessuno può dimostrare che l’altro fosse un malintenzionato.
Allora tutto ok? Per niente! E’ stato proposto ad un bambino di mettersi in una situazione di vulnerabilità. Questo è di per sé sbagliato.

Noi siamo adulti, non siamo bambini. A qualcuno di noi sarà anche capitato di incontrarsi direttamente in hotel, scopare e arrivederci! Se c’è consapevolezza dei rischi e consensualità, perché no?
Non è invece ammissibile quando una delle parti cerchi di convincere l’altra che si tratta di una situazione sicura.
Perchè non è così. Il consenso è valido solo se informato. Altrimenti è abuso.

La mia posizione è che, anche se non si commettono reati, è sbagliato indurre con l’inganno una persona ad assumere comportamenti potenzialmente rischiosi per la propria incolumità.

Cosa posso materialmente fare ora che ho assunto questa posizione?

Niente contro le persone che ai miei occhi sono predatori. Posso sensibilizzare però sull’argomento della sicurezza le persone che frequento dal vivo o nei gruppi di discussione online.

Una prima risorsa è certamente l’articolo, in inglese, “10 consigli per la sottomessa novizia, single ed eterosessuale” di J. Wiseman. Per gli iscritti a Legami, è disponibile una traduzione in italiano a questo link.

Una storia romantica 1

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Novembre 2013. Ci siamo conosciuti su Badoo perchè cercavo una Cavia per il bondage. Sul tuo profilo c’era scritto che ti piacevano i vibratori e mi sei stato simpatico, nonostante il cipiglio arrogante.

Maggio 2014. In un giorno sono riuscita a forare sia la bici che l’auto. Ti sei offerto di venirmi a cambiare la ruota (della macchina) dato che stavi venendo in città. Quando sei salito a lavarti le mani e mi hai visto affranta mi hai chiesto se volevo rimanessi. Io avevo in programma una serata di bondage e sesso con una coppia D/s, tu dovevi andare a succhiare cazzi. Invece siamo rimasti a casa a farci le coccole.

Non è terribilmente romantico?!