Riflessioni sulla sicurezza negli incontri online – un’esperienza personale

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Di recente ho sollevato una discussione riguardo cosa fare quando, in contesto virtuale, ci si imbatte in utenti dai modi predatori.

In particolare mi riferivo ad un’esperienza vissuta in prima persona poco dopo aver aperto il mio account Fetlife.

Appurato che ero una donna single e senza esperienza, due master mi hanno fatto pressione incrociata affinché accettassi di incontrare da sola uno dei due in un B&B a 100 km da casa mia.

Ovviamente ho risposto no.

Alcune persone mi hanno fatto notare che non sono stati commessi reati e non posso provare che le persone in questione avessero davvero cattive intenzioni. Concordo.

Oggettivamente però un incontro al buio di questo tipo è rischioso. Quei due cercavano di convincermi che era una irripetibile opportunità di conoscere un master di grande esperienza e che non avevo motivo di preoccuparmi. Mi stavano frodando.

Passatemi questa similitudine, seppur esagerata: è come se un signore avesse offerto un passaggio ad un bambino e questi avesse rifiutato. Il bambino sta bene e nessuno può dimostrare che l’altro fosse un malintenzionato.
Allora tutto ok? Per niente! E’ stato proposto ad un bambino di mettersi in una situazione di vulnerabilità. Questo è di per sé sbagliato.

Noi siamo adulti, non siamo bambini. A qualcuno di noi sarà anche capitato di incontrarsi direttamente in hotel, scopare e arrivederci! Se c’è consapevolezza dei rischi e consensualità, perché no?
Non è invece ammissibile quando una delle parti cerchi di convincere l’altra che si tratta di una situazione sicura.
Perchè non è così. Il consenso è valido solo se informato. Altrimenti è abuso.

La mia posizione è che, anche se non si commettono reati, è sbagliato indurre con l’inganno una persona ad assumere comportamenti potenzialmente rischiosi per la propria incolumità.

Cosa posso materialmente fare ora che ho assunto questa posizione?

Niente contro le persone che ai miei occhi sono predatori. Posso sensibilizzare però sull’argomento della sicurezza le persone che frequento dal vivo o nei gruppi di discussione online.

Una prima risorsa è certamente l’articolo, in inglese, “10 consigli per la sottomessa novizia, single ed eterosessuale” di J. Wiseman. Per gli iscritti a Legami, è disponibile una traduzione in italiano a questo link.

La messaggeria di Legami

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A volte mi vorrei cancellare da certi gruppi su facebook. Non lo faccio per fear of missing out. E se mi perdo qualche evento figo???

Su Legami pubblicano articoli interessanti a volte e alcune persone conosciute agli eventi hanno account soltanto lì.

Certo però che noia ricevere sempre gli stessi messaggi: Cosa pensi dello strap-on? Cosa pensi del cazzo in culo? Cosa pensi dei microdotati? Ma sei una Mistress? Ah, non sei una Mistress, e cosa sei? Sei una slave?

Ragazzi, e se gli dici che non sei nè mistress nè slave a questi gli si fonde il cervello!

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Agenzia matrimoniale

Sono iscritta a Legami da qualche mese, l’unica cosa che faccio è controllare la posta ogni tanto. Devo dire davvero niente di interessante! Oscillo tra la noia e l’irritazione. Questo è un esempio:

Ciao, ho visto il tuo profilo e mi presento. Mi chiamo Giancarlo, ho 34 anni, sono separato da qualche mese e sono alla ricerca di una persona “normale” nella vita di tutti i giorni, ma che viva o voglia vivere i momenti più intimi con una complicità assoluta. Il bdsm per me non è uno stile di vita e non sono di certo il tipo da voler portare una donna al guinzaglio al centro commerciale… Vorrei trovare una donna brillante e maliziosa che sia dolcemente sottomessa nel gioco, ma che sappia anche essere una autoritaria padrona a volte e a cui piaccia sperimentare nella vita di coppia. Non mi piacciono molto i limiti, il bello è superarli insieme… Ho un lavoro appagante, amo viaggiare, cucinare prendermi cura della mia compagna e assolutamente vivere ogni giorno al 100%. Mi farebbe piacere conoscerti. A presto. Giancarlo.

Il tono mi era sembrato educato, quindi gli ho risposto. Gli ho fatto presente che però io non sono né “normale” né “dolcemente sottomessa” e che per me invece il BDSM rappresenta proprio uno stile di vita. Se avesse letto davvero il mio profilo avrebbe notato che viviamo a 300 km di distanza.

Nonostante il suo tono educato il suo messaggio mi ha fatto incazzare! All’inizio sembrava un patetico tentativo di trovare una donna meno rompiscatole della moglie che l’ha appena mollato. Doveva ritenerla una stronza esigente e con poca fantasia a letto.

Ma perchè ho provato rabbia? Per l’evidente copia/incolla dell’annuncio che avrà inviato identico a decine di donne? Per il fatto che sminuisca il BDSM e tacci come anormali quelli che portano in giro il/la partner al guinzaglio? Che gaffe ingenua per un iscritto a Legami!

Poi ho capito qual è l’elemento fondamentale che mi infastidisce, una cosa che accomuna molti dei messaggi che ricevo a prescindere dallo stile e dei gusti individuali: la richiesta di prestazione!

Di fatto lui elenca le caratteristiche che una donna deve avere e le cose che deve fare per soddisfarlo. Lui vuole: una donna che non lo faccia sfigurare con gli amici e parenti con un look stravante (normale), diversa dalla sua ex, più docile e meno rompiballe (dolcemente sottomessa), che sia confidente (complicità assoluta), QI sopra la media (brillante), porca (maliziosa), ma solo con lui (a cui piaccia sperimentare nella vita di coppia) e poi quando a lui gira di essere calpestato come uno zerbino o inculato lei sia obbediente e pronta a soddisfarlo anche in quel frangente (autoritaria padrona).

E certo, amico, hai descritto la donna ideale! Ma tu cosa offri in cambio? Sei sicuro di meritartela una così?