Mano morta

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A me s’è dipinto un sorriso cattivo in faccia, pensavo alla libertà che si stava prendendo, nonostante avessimo avuto più di un diverbio. Io sono piuttosto rude e se mi stai simpatico o antipatico non è cosa che fraintendi facilmente. Mi sono offerta di legarlo perchè me ne aveva fatto esplicita richiesta e mi era parso scortese rifiutare. Ciò non equivale ad esprimere un consenso alle palpatine di genitali.

Facevo le mie considerazioni mentre scioglievo, sono diventata più rozza nei movimenti. Gli ho stretto la corda intorno al collo, intimidatoria. Sono stata tentata di bisbigliargli: la smetti di palparmi la figa? Ma c’erano persone che guardavano e che avrebbero sentito. L’avrei detto ridendo, ma ero incazzata e non ero sicura del tono che avrebbe avuto la mia voce. Non volevo rovinare l’atmosfera, confermare la fama che sono una persona sgarbata o ostile.

Voi direte che in una sessione di bondage c’è una forte componente erotica che può averlo indotto a pensare che la cosa era gradita da parte mia. E questo certamente è vero. Però io rimango dell’idea che la consensualità va espressa esplicitamente e scambiare la gentilezza con disponibilità sessuale è quantomeno ingenuo.

Insomma, il fatto che io pratichi bondage non vuol dire che mi puoi toccare la figa senza permesso!