La mia prima maschera antigas

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Oggi pomeriggio chattavo con una ragazza che ama le maschere antigas, ero curiosa di sapere cosa provasse nell’indossarle.

Neanche a farlo apposta, stasera ne ho trovata una su una bancarella al mercatino del lido dove sono in vacanza.
È come la volevo, col cappuccio in lattice.
Non è nazista, sarà di un paese dell’Est Europa, in ogni caso fa sia la sua porca figura che il suo porchissimo effetto!

Mmm, sono proprio contenta!

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Il feticcio delle maschere antigas

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Casualmente oggi m’è capitato di provare un paio di maschere antigas originali della seconda guerra mondiale.
Mi ha fatto veramente impressione!
In particolare la prima che ho messo. L’avevo vista buttata su una sedia a casa di un conoscente, gli ho chiesto se potevo misurarla…
Che sensazione!!! Strettissima la calotta elastica di gomma verde, le lenti ingiallite, la respirazione affannosa… solo quando l’ho tolta ho notato nell’interno l’aquila del Terzo Reich! Cazzo, ma è della Wehrmacht!??
Visto il mio entusiasmo, mi hanno proposto di misurarne anche una alleata, con filtro e cinghie dietro la testa. Molto interessante dal punto di vista del breath play: ero obbligata a respirare molto profondamente, eppure avevo paura di inalare veleni o malattie intrappolati in quella scatoletta da decenni!!
Però, ragazzi, la sensazione della maschera in gomma è stata un’altra cosa, una trappola avvolgente e claustrofobica!
Mi è venuta in mente la tipa che girava per la Conference di Roma sempre indossando una maschera antigas… diceva di sentirsi più a suo agio così…

Adesso la voglio!
Prevedo una brutta china con questa cosa delle maschere antigas storiche!
Quando c’è il prossimo mercatino dei Gaudenti?? Ci sono sempre le bancarelle delle signore ucraine che vendono residuati dell’Armata Rossa…