Bastava chiedere! Il carico mentale della famiglia

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Era consigliato da Michela Murgia, sono andata sul sicuro.

Per quanto mi sia riproposta di non cadere nella trappola delle convenzioni sociali, alla fine riproduco lo stereotipo della madre italiana.

Ho fruito in via esclusiva del concedo parentale, andrò in part-time dall’anno prossimo e mi occupo in via prevalente della conduzione della casa.

Anche se è Damiano che cucina, sono io a dover redigere la lista della spesa. Poi tengo la contabilità di casa, i contatti con architetti, idraulici, falegnami…chat con la suocera pornoridicolo che gran rottura!

Quando ho visto la vignetta della tipa che chatta con la suocera mi è preso un colpo! Sono io!

Ad esempio, la dichiarazione dei redditi è un passaggio di consegne tra me e sua madre: il 730 e l’ISEE capitano senza che lui ne sia coinvolto!

Adesso sono in sciopero, diciamo così…

Damiano ha detto che è stata una lettura diseducativa! 😛

 

Marina Abramović – il corpo e il sangue

marina abramovic femminismo corpo esperimenti performance

M. Abramovic by Jillian Tamaki

Di Arte io so poco. Marina Abramović però la conoscono tutti, di come ha sacrificato il proprio corpo come spazio di espressione artistica, anche attraverso il sangue e la violenza.

Non è dissimile da ciò che facciamo “noi” con il BDSM? Il corpo non è sacro ed inviolabile. E’ strumento di espressione e sperimentazione.

La performance che mi ha colpito di più è quella in cui l’artista è rimasta immobile per 6 ore durante le quali gli spettatori erano invitati ad usare liberamente su di lei 72 tra oggetti di piacere ed altri di distruzione.

Marina Abramović ricorda così le ultime due ore: “Mi sono sentita violentata, mi hanno tagliato i vestiti, mi hanno premuto spine di rose sull’addome. Ho persino avuto la pistola puntata alla testa“. Si dice che si fossero creati due gruppi, uno di aggressori e un altro a protezione dell’artista. Trovate un resoconto qui.

body performance Abramovic

Rhythm 0, Galleria Morra, Napoli, 1974

Non è solo l‘innegabile coraggio dell’artista a sconvolgermi, ma quanto sia stato facile indurre delle persone normali a seviziare un altro essere umano quando se n’è presentata l’occasione. Facciamoci poche illusioni: nessuno di noi è intrinsecamente buono.

Per approfondire il podcast biografico della serie Morgana di Michela Murgia. 

Per ridere invece consiglio il video dell’imitazione di Virginia Raffaele!