Consenso libero ed entusiasta

sfb-slider-consent-940x360

Io sono una persona informata, cosciente, responsabile. Pensavo di saper dire quello che volevo e quello che non volevo. Invece ho sbagliato.

Mi sono sentita in dovere di dire sì, quando con tutta me stessa volevo dire no.

Ho detto quel sì piangendo, come poteva essere valido?

Frequentare l’ambito BDSM, kink, famolostranista, è stato un elemento di confusione e di pressione sociale, a suo modo.

Adesso non riesco a liberarmi della rabbia che provo. Sento solo una grandissimo bisogno di allontanarmi.

Qui un paio di approfondimenti in lingua inglese yesmeansyes genderfocus.

 

 

Bulla

torella

Nel vasto e vario mondo del BDSM, ci sono sono cose che mi piacciono e che mi eccitano. Altre mi provocano un profondo moto di  repulsione, disgusto e rabbia perchè evocano contesti di sopraffazione, coercizione e sevizie, soprattutto quando reiterano l’abusato stereotipo della donna debole, prevaricata, umiliata e stuprata.

C’è gente che senza minimamente conoscermi ritiene di farmi cosa gradita indirizzandomi foto che ritraggono segretarie costrette a succhiare cazzi in ufficio, adolescenti immobilizzate e scopate da uomini che potrebbero esserne i padri, belle donne torturate brutalmente e umiliate, con i seni strizzati e la figa sguarrata1.

Ciò che mi manda in bestia non sono le immagini di per sè, ma l’idea banale e semplicistica che si forma nella testa di questi miseri personaggi che presuppongono, dato che sono femmina e parlo di sesso nel blog, che certamente la mia massima aspirazione è quella di inginocchiarmi a succhiar cazzi, farmi incaprettare col nastro adesivo e farmi sfondare culo e figa… da loro!!

Cioè quelle cose LORO vorrebbero farle A ME??!? 

1 Dialatate fuori misura, fin da slabbrarsi e deformarsi permanentemente.