Kant e la pratica sessuale disinibita

Leggevo questo articolo sulle differenze perversioni sessuali e sessualità alternativa.

Una pratica sessuale disinibita non perde mai di vista il fatto centrale che il suo oggetto è la persona umana. Quindi anche quando sia “estrema” il conto finale non coincide mai con l’umiliazione senza scampo e la distruzione morale dell’altro, bensì con un suo arricchimento. Nel gioco erotico si scoprono nuovi aspetti del proprio Sé e di quello del partner: il suo fine è di aumentare la libertà e la conoscenza reciproca, quindi la felicità. Al contrario, la perversione produce sempre una drastica diminuzione della libertà, perché l’atto è ritualizzato e costrittivo, e un altrettanto drastico oscuramento della conoscenza reciproca, cui si sovrappone la rimozione dei sentimenti, in particolare dei sentimenti affettivi e amorosi. Quindi, mentre il gioco erotico è in grado di aumentare la felicità dei due partner, la perversione produce solo infelicità, più o meno cristallizzata e più o meno cosciente.

La pratica sessuale disinibita o alternativa rende il partner un fine, e non un mezzo.