In a parallel universe – a femdom world

 

if your wife ever finds out

Alcune delle fotografie della libanese Eli Rezkallah, che nella galleria In a parallel world ripropone alcuni classici manifesti pubblicitari anni ’50 con ruoli di genere e rapporti di potere invertiti.

 

elirezkallah  in a parallel universe agata grop porno ridicolo

Cento e uno racconti erotici – recensione

cento-e-uno-racconti-erotici-9788895412955

La settimana scorsa ho scaricato dal kobo-store una raccolta gratuita di racconti erotici curata dal sito Eroxè.

Ho scorso l’indice, ho cliccato sul primo racconto palesemente BDSM e da lì in poi ho cominciato a leggere tutti i successivi.

All’inizio mi faceva ridere. Nel racconto sadomaso non c’era sesso, solo una slave che cammina sugli scarafaggi. La storia successiva era la versione contemporanea di Cupido, nella seguente una coppia che viene presa dalla passione mentre mangia un fritto di pesce e si accoppia sul tavolo del ristorante…

Poi non m’ha fatto ridere più. Man mano che andavo avanti con la lettura mi sono resa conto che la maggior parte dei racconti descrive donne che subiscono avances, approcci o rapporti sessuali non consenzienti!

Immaginate di leggere prima di palpeggiamenti in metro, poi di una ragazza che viene seguita per strada, quella presa con la forza da uno sconosciuto, delle sevizie subite da una vittima della tratta delle bianche… tutti così, uno dopo l’altro!

Va bene, le fantasie di stupro sono molto diffuse, lo so. Ma tutti questi racconti, uno dopo l’altro, compongono un quadro ripugnante! Un rigetto simile l’avevo sviluppato ascoltando lo sceneggiato radio Il Mercante di Fiori. Bellissimo, per carità… ma alla lunga disturbante.

Poi dicono che non esiste la cultura dello stupro… Se questa raccolta ha un valore statistico e gli autori dei racconti rappresentano l’immaginario erotico italiano, direi che non esiste la cultura della consensualità!

BDSM e ruoli di genere

22218_355950267933345_5710827402431240643_nSono profondamente convinta che la contrapposizione binaria tra maschi e femmine vada superata.

La mia impressione è che nel BDSM invece queste posizioni si radicalizzino o si riaffermino attraverso una “perversa” inversione di ruoli.

Esempio: mi si dice che io ho una relazione Femled. Ma questa parola che significa? Che la portatrice di figa comanda e il portatore di cazzo obbedisce?? A parte lo scambio di ruoli, che passo avanti abbiamo fatto rispetto alla società del XX secolo?

Non mi sta bene per niente! Nella mia relazione voglio comandare in quanto Agata tout court, a prescindere dal sesso biologico.

Io voglio essere considerata una persona sempre e mi offenderò ogni qual volta si darà per scontato o si pretenderà un comportamento da me in quanto femmina! Non solo mi incazzo contro quelli che pretenderebbero che cucinassi e stirassi camicie ma pure contro chi mi vorrebbe assisa in poltrona a farmi leccare i piedi, così, senza conoscermi nemmeno! Giammai!

Sulla supposta inutilità dell’orgasmo femminile

550px-Clitoris_anatomy_labeled-enMi è capitato di imbattermi in questo articolo, condiviso da un mio contatto su facebook.

All’inizio ho pensato fosse la solita banale solfa cisgender: maschi di qua, femmine di là. All’inizio in effetti non lo è, anzi mi stava piacendo… Ma quando meno me lo aspettavo, eccoti in chiusura la banalità sessista!

L’articolo evidenzia da subito la sostanziale corrispondenza biologica tra genitali maschili e femminili: praticamente indifferenziati in fase embrionale, anche a sviluppo terminato continuano a funzionare in maniera analoga. Maschi e femmine sono sessualmente più simili di quanto si creda.

Nell’articolo l’orgasmo è definito da 2 elementi: contrazioni muscolari e “perdita di coscienza” (io direi piuttosto picco di piacere).

Perchè si verificano questo contrazioni muscolari? La selezione darwiniana le ha preservate perchè utili all’espulsione delle sperma. L’utilità di questo meccanismo riguarda evidentemente gli individui maschi. Dato che però maschi e femmine hanno un apparato genitale simile (in origine identico), il fenomeno si presenta in entrambi, anche se, nella nostra attuale fase evolutiva, non sembra abbia alcuna funzione precisa nelle femmine. Come i capezzoli negli uomini. Ok.

L’articolo è invece molto carente, proprio da un punto di vista scientifico, riguardo il secondo elemento, quello delle sensazioni dell’orgasmo e del piacere che lo prelude (da cui non credo vada disgiunto). Ragionando da un punto di vista etologico ed evoluzionistico, la funzione è evidente per tutti individui, maschi e femmine! Il piacere ha un’utilità precipua in quanto induce gli individui a reiterare i comportamenti che lo provocano, cioè ad accoppiarsi (e incidentalmente a masturbarsi), garantendo così la riproduzione della specie. Questa è la base.

Il paragrafo La posizione moderna mi ha poi fatto trasecolare! Cito:

Recentemente sono state avanzate nuove ipotesi […] quella dal mio punto di vista più interessante spiega l’orgasmo femminile come un meccanismo utile alla donna non tanto per lei quanto per il proprio partner. Componente essenziale nelle logiche di potere che prendono vita durante l’amplesso è l’aspetto valoriale che contraddistingue l’uomo rispetto alla donna. La capacità del maschio di far provare piacere alla propria partner, mette in moto una serie di meccanismi psicologici a livello inconscio tali per cui aumentano le sensazioni di valore, potere e autostima. Un uomo che avrà provato tali sensazioni, sarà quindi portato a ripetere l’atto con quella stessa donna. E in questo modo la donna ha un’efficace strategia per tenere a sé il partner.

Cioè non è che le donne fingono l’orgasmo per fare contento il partner, proprio la selezione naturale si sarebbe scomodata a creare l’orgasmo femminile al fine di rimpinguare l’orgoglio maschile? Dai… è una cazzata!

Non metto in dubbio che questa dinamica si verifichi oggi (o negli ultimi 200.000 anni), ma noi stiamo parlando di fatti biologici la cui origine si colloca milioni di anni fa. Dato che non siamo l’unica specie in cui esiste l’orgasmo femminile, che io sappia almeno per i bonobo è accertato, allora è una cosa che nasce quantomeno prima della separazione delle due linee evolutive. I “diversi aspetti valoriali che contraddistinguono i maschi dalle femmine” e “i rapporti di potere durante l’amplesso” possono essere una conseguenza, casomai, ma non certo una causa, delle caratteristiche biologiche che ci sono state date in dotazione dalla selezione naturale.

Riferimenti bibliografici: Diamond Jared, Why is sex fun? The Evolution of Human Sexuality, 1997.

La vita sessuale delle gemelle siamesi di Irvine Welsh – recensione

siamese twinsAltro che 50 Sfumature, se cercate un romanzo potentemente BDSM vi consiglio di leggere La vita sessuale delle gemelle siamesi di Irvine Welsh, lo stesso autore di Trainspotting.
Lucy è una personal tranier esperta di arti marziali, una control-freak aggressiva e ninfomane. Vive un breve periodo di celebrità per via di un video che la riprende disarmare e immobilizzare un uomo durante un’aggressione. La testimone che ha ripreso e diffuso il filmato, Lena, una ragazza obesa e depressa, sviluppa per l’eroina Lucy una vera e propria ossessione. La rintraccia e la ingaggia come personal trainer. Neppure Lucy è indifferente a Lena: ne disprezza la trascuratezza fisica ed il carattere debole e manipolatore. Gode nel torturarla con esercizi massacranti a ritmi marziali. Lena, sorprendentemente, si lascia torturare.
Si sviluppa pian piano un attaccamento morboso, una dipendenza psicologica reciproca tra aguzzino e vittima, tra voyerismo e coercizione, ben oltre il Safe, Sane & Consensual. Le relazioni BDSM sono messe in scena, simulazioni concordate di un’aggressione fisica o mentale, che si limitano spesso al tempo della sessione. Nel libro le protagoniste fanno sul serio. Passa la differenza tra bondage e sequestro di persona. Ma le dinamiche dei rapporti di forza tra i personaggi, tutta la componente emotiva, il desiderio di controllo, la tendenza alla sottomissione, sono gli stessi meccanismi psicologici su cui facciamo leva nei nostri giochi.
Il periodo di prigionia assume il valore di un percorso di iniziazione alla fine del quale entrambe le protagoniste saranno libere dalla gabbia delle aspettative sociali e dai comportamenti e i pensieri indotti dall’educazione familiare. Lena si libererà dalla corazza di grasso, ma anche la tenace e volitiva Lucy dismetterà la sua armatura-prigione a seguito di un percorso di sottomissione e tortura speculare a quello a cui aveva sottoposto la sua controparte.
Lena non è testarda come Lucy, la libererebbe se lei glielo chiedesse, non ce la fa a vederla in lacrime. Ma Lucy è la solita: piange, ma non intende mollare, sente che ha bisogno di essere torturata, ha bisogno della sua gabbia, perché sa che ha una lezione da imparare!

E vissero tutte felici e contente.

Tassonomia

pipi

Ieri su facebook, in coda ad una conversazione sul pissing, ho commentato scherzosamente che la pratica mi ispira ma che se mi emoziono la pipì non mi esce. Uno risponde una cosa tipo Ma se un dom non sa controllare il proprio corpo, come può pretendere di controllare quello degli altri? 

Cooosa??! Non sapevo che il controllo degli sfinteri urinari fosse materia propedeutica all’esame di abilitazione di dominanza! E se una mistress fosse stitica?? Arriva l’ispettore del provveditorato BDSM a trapparle la licenza e sequestrarle tacchi a spillo e frustini??

Non sai fare pipì a comando? Non sei una vera domme!

Non metti i tacchi! Non sei una mistress!

Sei giovane? Non puoi legare!

Sei femmina? Allora fatti bella per il tuo uomo, cucina e procrea!

Non c’è nessuna differenza tra questi kinkster e i maschilisti omofobi e rompiballe che hanno la presunzione di inquadrarci tutti negli angusti compartimenti stagni della loro limitatissima mente! Io non sopporto il meccanismo, la supponenza, di voler ricondurre la complessità delle persone e dei fenomeni in generale alla banalità di quei due o tre concetti che popolano le loro zucche altrimenti vuote! E se nel loro lavorio di catalogazione tassonomica riscontrassero che una persona non soddisfa nessuna delle loro aspettative stereotipate, mica mettono in dubbio la validità dei loro meccanismi cognitivi?! Nooo, giammai!!! Le rimproverano di non essersi uniformata bene, come se fosse un nostro dovere adeguarci ai loro standard! Certo certo… mo ce ne andiamo tutti in giro con un’etichetta in fronte così vi evitiamo l’unico sforzo mentale a cui vi siete mai dedicati e non vi inquietate più.

Sto poveretto è chiaramente un cretino che non capisce un cazzo. Perchè nella sua testa si sia formata l’idea che una domme debba fare pipì a bacchetta quando e dove capita è francamente un mistero!

Il motivo per cui me la prendo è che questo modo di ragionare e rapportarsi al prossimo -semplicistico, superficiale, mentalmente pigro- è trasversale, estremamente diffuso ed è la causa di molti mali sociali.

I maschi vengono da marte e le donne da venere

uomini-donne-uomo-donnaTutti i discorsi che mirano a generalizzare il comportamento maschile e a contrapporlo a quello femminile sono carichi di ideologie, pregiudizi, costruzioni sociali e banalità.

E se provassimo a sfuggire il peso dell’eteronormatività imposta, ci verrà comunque chiesto di scegliere una categoria alternativa in cui inquadrarci: bisessuale, omosessuale, etero o omoflessibile, domme, top, mistress, mommy, babygirl, brat, slave, pet…

La realtà è complessa! Se sietro troppo ottusi o mentalmente pigri per comprenderlo, cazzi vostri. Non vi semplificherò la vita offrendovi di me una classificazione facilmente metabolizzabile!