Una settimana da sub

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Damiano, la Cavia, non è molto d’accordo che io voglia fare la vanilla.
Allora ho proposto una cura drastica: vivrò una settimana da sub!

Già un’amica, preoccupata, mi ha scritto consigliandomi di non farlo!

Vediamo come va, tanto posso smettere quando voglio!

“Damiano, fammi il caffè!”
“Cooosaaa???”
“… Per favore, mi faresti il caffè?”
“E chi prepara la cena?”
“Sempre io” considera Damiano “se voglio sopravvivere…”

Parla, sporca spia sovietica! ovvero un bondage role play comunista


Giovedì scorso Agata, con fare didattico, annuncia: – Adesso facciamo una mezz’ora di manette e no-dome!

Un’ora dopo era legata con le cosce bloccate e le mani ammanettate al punto di sospensione.

– Parla sporca spia sovietica, o ti rimando da tuo compagno Stalin a pezzi dopo che i miei uomini si sono divertiti con te!

Lei cerca di scappare in giro, per quanto le è possibile. Ha paura, ma esclama:- Non tradirò mai i miei compagni! 

Sberla, la afferro per i capelli, riavvicinandola.  –Parla, cagna stalinista! 

Pugno nello stomaco…

– Coff coff! Fottiti nazista di merda!

Così si riguadagnano la libertà e i buoni pompino.

La Cavia

Bondage in acqua a Bologna

BDSM Bologna project bondage in acqua

BDSM Bologna Project Video [4/6] – Summer Peer Rope Powered by Maria Giulia Giulianelli, Clara Dubau e ItWas NotMe

Agata e la Cavia legati da Peter Digi al Bologna bondage pool party di luglio in uno dei video dell’evento.

Il video di bondage subacqueo dimostra che sono una donna sub?

Sgridate la Cavia perché non mi vuole mai legare!

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Paura, dolore, lotta, schiaffoni…

Predicament tostissimo tra capelli, mani e alluci, era una sofferenza in qualsiasi posizione mi mettessi!

Una sfida faticosissima ma tenace, con me che mi ribello e minaccio di prenderti a calci con le gambe in due futomomo! E ci provo anche, rimanendo sospesa per i capelli…

Mi piaceva come mi guardavi e come mi menavi!
È molto eccitante ripensarci.

Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te

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Ieri ho partecipato, prevalentemente come lettrice, ad una interessante discussione sul gruppo facebook BDSM Italia riguardo il conflitto tra etica religiosa e sessualità kink.

L’interesse era soprattutto sociologico: ma veramente esistono così  tanti  cattolici (tra i kinkster) che fanno fronte al debito spirituale imposto dal cattolicesimo a botte di doppie verità e fallacie logiche con cui vogliono a forza convincere anche gli altri?!

Grazie a dio, io ho scelto di essere atea, scopo solo con atei ed ho solo amici atei.

Ho sicuramente assimilato molto dall’ambiente in cui ho vissuto e anche il mio modo di vivere il BDSM ne sarà stato influenzato (si pensi solo all’ estetica del dolore e dell’umiliazione tipiche del cristianesimo).
Ma evito coscientemente di inscenare sovversioni (perversioni) dell’etica religiosa cristiana nella mia pratica BDSM perché mi sembrerebbe così di riaffermarne i valori!

L’idea di vestirmi da prete e sculacciare delle ragazzotte che vogliono espiare i peccati dopo una confessione non mi comunica proprio niente. Sarebbe la messinscena di una messinscena!
C’è bisogno di tributare ulteriori onori a questi truffatori??
Non bastano le ore di propaganda al tg e gli obiettori di coscienza?

Preferirei dimenticarmi dell’opprimente establishment cattolico almeno durante le mie sessioni, grazie.

Io scelgo di impostare la mia etica kink in maniera totalmente autonoma rispetto al cristianesimo!

Eppure dalla discussione di oggi, insieme al mio allenamento sulla comunicazione positiva, ho formulato questo principio:

Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te

Etica di immedesimazione switch, ma laica!