Salotto bondage

Portrait of miss Agata Grop
 
Racconta uno dei partecipanti
 
Sono appena rientrato a casa, stressato e stanco di una terribile settimana lavorativa. Normalmente vorrei semplicemente sbattere lì e perdere coscienza,  ma le mie speranze di ribaltare le sorti della serata non sono ancora svanite, anzi: un invito a far corde fra pochissimi amici mi promette tregua, e magari anche una dose di endorfine. Scarico e butto in un angolo i bagagli del viaggio, mi faccio una doccia, e riparto con un cambio di abiti più adatti nello zainetto.
 
Arrivo per ultimo. Agata mi fa entrare nell’ampio soggiorno, per poi tornare a legare. Butto un’occhiata in giro mentre mi lavo le mani e mi cambio: distanze e mascherine, ok la mia paranoia si fa da parte. Mi siedo in un angolino a sbirciare i lavori in corso. Non è difficile distinguere subito i due diversi stili che mi si presentano davanti, sono come specchi dei rapporti fra rigger e bunny. Una coppia legata in un abbraccio da un lato, una legatura tranquilla fra amiche dall’altro. Per quel che mi riguarda spero in qualcosa di più violento, ma osservo comunque entrambi con interesse.
 
L’attesa è finita. Libero un sorriso mentre chiudo gli occhi e sento le corde di Agata scorrermi sulla pelle. Non ci sono punti di sospensione nella sala, il lavoro a terra è obbligato. Mi costringe in una posizione semplice ma efficace, unendo i polsi alle rispettive caviglie. Non è con le corde che ha intenzione di mettermi in difficoltà, sto per scoprire. Lascio andare gli ultimi pensieri quando, da seduto che sono, mi ribalta sulla schiena accompagnando e forzando il movimento con una corda sul collo. Alle scie  di calore che inizia a disegnarmi addosso con la cera, seguono quelle di bruciore dell’impact play. Distinguo con certezza un flogger e forse un cane, ma poi vengo un attimo confuso da un dolore acuto del quale non ho potuto distinguere neppure il momento dell’impatto. E’ una single tail, realizzo dopo qualche altro colpo: novità, non l’avevo mai provata. Inerme, mi impegno per affrontare il dolore delle entusiaste frustate restanti, mentre le endorfine finiscono di scacciare ansie dei giorni passati.

Processo contro l’educazione sessuale – Trento 1976 – spunti dalle Teche Rai

Non ho la tv, ma mi piace la televisione. Mi piacciono molto i vecchi documentari delle Teche Rai che offrono spaccati sociologici dell’Italia in bianco e nero.

Consiglio vivamente la serie L’Amore in Italia, un’inchiesta in cinque puntate girate da Luigi Comencini ed andate in onda nel dicembre 1978 su Rai Uno.amore in italia comencini

Nell’ultimo episodio viene intervistato il giudice che portò a processo i bibliotecari del paesino di Cembra per aver messo a disposizione degli utenti l’Enciclopedia della vita sessuale per bambini, edita da Mondadori.

I reati contestati erano di pubblicazione oscena (528 c.p.), corruzione di minorenni mediante pubblicazioni oscene (art 15 l. 47/1948) e istigazione a delinquere (art. 414 c.p.: “per aver pubblicamente istigato i lettori della citata enciclopedia a commettere i delitti di atti osceni, di corruzione di minorenni e di procurato aborto, esaltandosi e raccomandandosi in detta opera il nudismo, invitandosi i genitori ad esibire di fronte ai figli le proprie nudità e alle donne a far uso di apparecchi, spiralette e simili, destinate a provocare l’aborto precoce”).

E insomma, la Giunta Provinciale trentina nel 2018 vietava i corsi Gender nelle scuole. La mentalità non è poi tanto cambiata.

Tornando agli anni ’70: tutti gli imputati vennero assolti con formula piena.

Di lì a poco sarebbe stata approvata la legge 194 sulla tutela della maternità e sull’interruzione di gravidanza.

Sembrava che i pazzi bigotti fossero stati sconfitti per sempre, ed invece i diritti e la libertà vanno difesi continuamente. Nessuna conquista è per sempre.

 

Un resoconto delle altre puntate qui.

 

Ozuma Kaname – collezione di porno illustrazioni

Colleziono illustrazioni porno erotiche. Lo scorso weekend ho ordinato un po’ quelle di bondage giapponese. Ci ho messo una quantità vergognosa di tempo ad eliminare tutti i doppioni! Enjoy

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The Japanese artist Ozuma Kaname, born in 1939, was trained in classical Japanese painting by his uncle. His images are mainly inspired on the traditional subjects to which he adds beautifully tattooed (wabori) female figures tied-up in inescapable poses.

Modalità WebMistress

agata grop pornoridicolo reportage valetudo night play party bdsm (4)Dopo aver lavorato tantissimo, finalmente un po’ di tempo da dedicare alle iniziative kink.

Stamattina ho aggiornato il sito del Peer Rope di Trento con una sezione sugli eventi in arrivo e quelli passati.

Il prossimo peer sarà nel weekend del 22-24 febbraio.

E presto in arrivo anche una collaborazione con un gruppo che fa Tantra.

Stay tuned!

Immagini del mondo kink fluttuante

Lo scorso weekend è stato molto intenso.

Venerdì abbiamo avuto il Peer Rope di Trento che è riuscito questa volta a riunire sia persone nuove che sostenitori storici. Praticamente una serata con i miei amici!

Sabato sera siamo stati al Kinksters Dungeon Party del Bologna Project. Bella festa, come sempre. Sono particolarmente entusiasta della nuova sala shibari! Che io sappia è l’unica festa BDSM a garantire uno spazio così ampio e tranquillo per il bondage. Ho apprezzato come sempre il DJ set metal di DocLino, in particolare Slayer e Manowar!

Domenica poi abbiamo visitato la mostra Oltre l’Onda sulle silografie giapponesi di Hokusai e Hiroshige. Ho trovato anche un’illustrazione del parco del Certe Notti di Minerbio in primavera!

Tutto bello! Adesso avrei solo bisogno di un weekend per riprendermi dal weekend!